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Musica e storia al Museo del sottosuolo di Napoli

Sabato 13 luglio alle ore 18 e 30

Musica e storia al Museo del sottosuolo di Napoli
05/07/2013, 09:57

NAPOLI - L’Associazione culturale Terramia - Assodipendenti e l’associazione speleo – archeo- culturale “La Macchina del Tempo” in collaborazione con l’Associazione Mandolinistica Costiera Amalfitana (A.MA.C.A.), organizzano una visita guidata musicata tra i cunicoli e le cisterne del Museo del Sottosuolo (piazza Cavour, 140).

 

L’appuntamento con “Musica e Storia nel sottosuolo” è alle ore 18.30. Protagonisti i suoni sprigionati dalle chitarre e dai mandolini dell’Associazione Mandolinistica Costiera Amalfitana.

 

Le peculiari vibrazioni , sprigionate dalle corde del mandolino di Carla Senese e della chitarra di Nicola Giglio, renderanno ancora più suggestiva l’esecuzione di celebri melodie, ormai patrimonio dell’identità e della memoria collettiva.

 

La serata si snoderà attraverso una suggestiva visita del Museo del Sottosuolo, noto rifugio antiaereo che salvò migliaia di vite, durante la seconda guerra mondiale.

 

Infatti il sottosuolo partenopeo, offrì riparo a tantissime famiglie, la cui casa era andata distrutta durante i bombardamenti, salvandoli da morte certa, asciugandone le tante lacrime versate e permettendo loro di continuare la loro vita al riparò protettivo del ventre di Napoli.

 

La visita si snoderà in un percorso itinerante che guiderà lo spettatore attraverso suggestioni musicali e approfondimenti storico-speleologici.

 

Sarà un viaggio a ritroso nella storia, che racconterà la vita durante la seconda guerra mondiale, incrociando emozioni, episodi della grande storia e frammenti del vissuto quotidiano, le storie dei cosiddetti “uomini non illustri”.

 

Dalle spesse pareti tufacee della cavità che ospita il Museo del Sottosuolo, tra cunicoli e cisterne, si sprigiona il respiro dei secoli.

 

Prima cisterne pluviali, magistrale esempio delle tecniche di lavorazione del tufo giallo all’interno delle cave, poi acquedotto greco-romano, durante il II conflitto mondiale questi spazi furono riconvertiti, a cavallo degli anni ’40, in ricovero antiaereo.

 

Gli ambienti, quindi, raccontano della paura e della rabbia suscitata dagli scoppi improvvisi, dai crolli e dalla perdita di ogni cosa, in seguito ai bombardamenti,. Una tragedia che sconvolgeva “la città in superficie” di cui rimangono testimonianze vive.

 

Un viaggio in musica che racconta non solo della paura e del senso di iniziale disorientamento nato dalla necessità di abbandonare in tutta fretta la propria casa e la superficie a favore del sottosuolo, ma anche del coraggio, della tenacia e della voglia di reagire alle brutture della guerra.

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di Redazione
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