Cultura e tempo libero / Musica

Commenta Stampa

Muti al San Carlo per il Requiem. Alla prima quattro ministri


Muti al San Carlo per il Requiem. Alla prima quattro ministri
16/12/2011, 10:12

Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana, il Teatro di San Carlo presenta sabato 17 dicembre alle ore 20.30 (con repliche domenica 18 alle ore 18.00 e martedì 20 alle ore 20.30) il concerto speciale dedicato al 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia. In programma il capolavoro di Giuseppe Verdi, “La Messa da Requiem”, diretta per l'occasione da Riccardo Muti che torna al Lirico della sua città natale dopo l'esibizione del dicembre 2010, per la prima serata sancarliana della stagione 2011-12; il prossimo 24 aprile, infatti, dirigerà la Chicago Symphony Orchestra per un'unica data.

Il concerto per il 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia vedrà la partecipazione di rappresentanti delle massime istituzioni nazionali e locali e di esponenti del mondo dell'imprenditoria e dello spettacolo. Alla prima hanno accolto l'invito del commissario straordinario uscente Salvatore Nastasi, il ministro della Giustizia Paola Severino, il ministro degli Interni Annamaria Cancellieri, il ministro per i Beni Culturali Lorenzo Ornaghi e il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi. Presente anche il sindaco di Torino Piero Fassino.

Sul podio del Lirico napoletano Muti dirigerà l'Orchestra e il Coro del San Carlo, quest'ultimo preparato da Salvatore Caputo. Per i solisti, si punta su quattro 'fuoriclasse': il soprano Krassimira Stoyanova (scelta da Muti anche per “Otello” in forma di concerto con la Chicago Symphony Orchestra), il mezzosoprano Sonia Ganassi (grande signora della lirica italiana), il tenore Matthew Polenzani (considerato tra le migliori voci della sua generazione) e il basso Riccardo Zanellato (che Muti ha scelto per il ruolo di Banco nel suo “Macbeth”).
Composizione sacra per coro, voci soliste e orchestra, “La Messa da Requiem” è la più importante pagina non operistica del repertorio musicale italiano. Il fascino della sua identità storica si somma con quello del suo significato artistico. Attraverso tale opera, nata come “un impulso, un bisogno del cuore” scrive Verdi, il compositore simbolo del Risorgimento ha voluto dar voce ad una profonda riflessione sul tema del dramma umano e del suo destino terreno. Il “Requiem” unisce idealmente due grandi protagonisti della Storia d'Italia: il compositore di Roncole di Bussetto e lo scrittore Alessandro Manzoni, di cui Verdi era un grande ammiratore e al quale dedicò la sua “Messa”. Fu proprio la morte di Manzoni, il 22 maggio 1873, a spingere Verdi ad ultimare l'opera la cui ideazione era iniziata quattro anni prima per commemorare la scomparsa di Gioachino Rossini. Il 23 maggio del '73 Verdi annunciava all'editore Ricordi la volontà di onorare la memoria dello scrittore; in nove mesi -lungo una fase creativa senza precedenti- ultimò la partitura e un anno dopo, il 23 maggio 1874, diresse la prima esecuzione nella Chiesa di San Marco a Milano. “La Messa da Requiem” fu accolta subito da grandissimo favore, e in breve tempo fece il giro d'Europa con rappresentazioni memorabili, tra cui quella alla Albert Hall di Londra con un coro di milleduecento elementi.

Considerato tra i maggiori specialisti del repertorio verdiano, Muti ha dichiarato in più occasioni che tale composizione può definirsi “una lotta quasi fisica tra l'uomo e Dio”. Al San Carlo, il maestro ha diretto il “Requiem” soltanto nella Stagione 1974-75. Con l'incisione di tale titolo, alla guida della Chigaco Symphony Orchestra, nel 2010 ha ottenuto il prestigioso Grammy 2010 per le categorie “best classical album” e “best choral album”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©