Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Si è realizzato il sogno di Angelo Vassallo

Nairobi: Dieta mediterranea proclamata patrimonio Unesco


Nairobi: Dieta mediterranea proclamata patrimonio Unesco
16/11/2010, 20:11

Nella riunione del comitato intergovernativo dell’Unesco, tenuta a Nairobi (Kenia), la «Dieta mediterranea», nata a Pioppi frazione di Pollica nel Cilento, viene proclamata patrimonio culturale dell’Umanità. L’organo delle Nazioni unite ha approvato all’unanimità la candidatura presentata nel maggio del 2009. Intanto il sogno a lungo perseguito dal sindaco Angelo Vassallo è diventato realtà. “La dieta mediterranea è un insieme di competenze, conoscenze, pratiche e tradizioni che vanno dal paesaggio alla tavola, tra cui la coltivazione, la raccolta, la pesca, la conservazione, la trasformazione, la preparazione e, in particolare, il consumo di cibo”, sono queste le motivazioni del Comitato di valutazione. E' proprio da questo momento che la «dieta» rappresenta la prima pratica alimentare ad essere iscritta nella Lista del patrimonio immateriale dell’Umanità, e rappresenta il terzo elemento italiano presente, insieme all’Opera dei pupi siciliani e al Canto a tenore sardo. Per il prossimo anno sono state proposte, invece, le candidature dell’«Arte della pizza napoletana» e della «coltivazione ad alberello dello Zibibbo di Pantelleria». Il ministro delle Politiche agricole Galan ha dichiarato: “So che a Nairobi la delegazione del Ministero ha dedicato il prestigioso riconoscimento dell’Unesco proprio ad un uomo simbolo del Cilento, il sindaco di Pollica Angelo Vassallo (barbaramente ucciso nel settembre scorso). Mi associo a loro, non senza commozione, per ricordare colui che con tanta passione aveva sostenuto con convinzione e passione fin dall’inizio questo progetto: sono certo che il risultato raggiunto oggi lo avrebbe reso orgoglioso”.
La Dieta Mediterranea è fatta di «piatti poveri» basati su verdure, legumi, paste fatte in casa, pesce e olio d’oliva, e legata alla terra, alle stagioni e alla tradizione, ed è considerata l'elisir di lunga vita in quanto previene infarti, arteriosclerosi, tumori e malattie del metabolismo. Il primo ad intuire l'attinenza tra alimentazione e malattie del ricambio fu il medico nutrizionista Lorenzo Piroddi, nel 1939, considerato il “padre” della dieta mediterranea. Qualche anno si è riproposto lo scienziato americano Ancel Keys che, trasferitosi a Pioppi rimase nel Cilento per 28 anni, studiando accuratamente l’alimentazione della popolazione locale e giungendo alla conclusione che la dieta mediterranea apportava effettivi benefici alla salute. Il suo ragionamento partiva dall’allora scarsa incidenza delle malattie coronariche al Sud e qui riuscì a provare la relazione tra l’assunzione dell’olio d’oliva e il funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio. Inoltre c'è da dire che i prodotti della dieta mediterranea made in Italy valgono, secondo le stime della Coldiretti, 200 miliardi di euro, che gli italiani e gli stranieri spendono in un anno per acquistare pasta, olio, vino conserve di pomodoro e frutta e verdura italiana. Mentre il successo all’estero dei prodotti della dieta mediterranea facilitano il turismo enogastronomico che vale cinque miliardi di euro e si conferma il vero motore della vacanza made in Italy, in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale.
AMENDOLARA E LEGAMBIENTE - “Dobbiamo essere orgogliosi del riconoscimento internazionale ricevuto dalla nostra dieta mediterranea da parte dell'Unesco - precisa l’assessore regionale all’Agricoltura, Vito Amendolara - ma confermare al mondo la bontà del nostro stile alimentare è solo un punto di partenza. Purtroppo c'è molto da fare soprattutto nei confronti delle giovani generazioni completamente fagocitate dal junk-food”. Legambiente Campania ricorda «il risultato importante che premia tutti coloro che in questi anni hanno lavorato per il raggiungimento del prestigioso riconoscimento. Ed il nostro pensiero ed il ricorda va soprattutto ad Angelo Vassallo, È questa la Campania che ci piace e che piace ai turisti ed ai visitatori».
L'ASSESSORE DE MITA - “Il riconoscimento della Dieta mediterranea quale patrimonio culturale immateriale dell’umanità rappresenta senza dubbio un’indicazione importante sul fronte della costruzione di politiche strategiche per il turismo in Campania”
ha commentato il vicepresidente della giunta regionale e assessore regionale al Turismo, Giuseppe De Mita.
LOPA (CONSULTA NAZIONALE AGRICOLTURA) - “Eravamo concentratissimi e pronti agli scongiuri di rito, ma è andato tutto bene, grazie alla delegazione governativa del Mipaaf, si è ottenuto questo inimmaginabile riconoscimento” ha affermato il rappresentante della consulta nazionale dell’Agricoltura, Rosario Lopa.
ALFONSO ANDRIA (PD) - “Un iter lungo e complesso, che ha registrato - ha sottolineato il senatore campano del Pd Alfonso Andria - una forte convergenza di tutte le forze in campo senza distinzione di appartenenza politica, partito nel 2007 grazie all'iniziativa dell'allora ministro Paolo De Castro, ed oggi giunto a compimento. All'inizio di questa legislatura, il Senato della Repubblica approvò all'unanimità una mozione del Gruppo Pd tesa proprio ad accelerare le procedure per il riconoscimento Unesco”.



 

Commenta Stampa
di Caterina Cannone
Riproduzione riservata ©