Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Spettacoli di Biagio Izzo e Gigi Finizio

Napoli, al via il "Premio Masaniello 2010"


.

Napoli, al via il 'Premio Masaniello 2010'
21/09/2010, 14:09

NAPOLI - Prenderà il via sabato 25 settembre 2010 alle ore 20 in Piaza del Mercato a Napoli la V edizione del "Premio Masaniello". Un'edizione sontuosa e articolata, assicurano i promotori del premio, dedicata al mare ed ai suoi valori, ai suoi personaggi.  Ad aprire il premio sarà la maestria dell'attore napoletano Biagio Izzo a concludere invece il cantante Gigi Finizio, tutti e due intervenuti alla presentazione dell'evento. L’agorà del Mercato, centro pulsante di venditori di ogni genere che arrivavano dal circondario, aveva lo spazio dedicato alle esecuzioni delle sentenze. Forca ed altri strumenti di tortura, pronte ad essere usate contro chi osava ribellarsi alle angherie dei potenti. In un angolo le “casse” per la riscossione delle gabelle. Oggi, ad occupare gli stessi spazi, sono commercianti di giocattoli, di casalinghi e fuochi pirotecnici. La situazione nell’intera zona, dopo cinque secoli non è per niente migliorata, sotto l’aèsetto dell’ordine e sanitario. La folla vociante di pescivendoli e ortolani, che prima gremiva lo slargo davanti al sagrato, negli anni si è spostata nella vicina Porta Nolana. Un brulicare di bancarelle che occupa per intero la sede stradale, ridotta ad un pantano, alle spalle del Corso Garibaldi, in una situazione peggiore rispetto all’antica Piazza Mercato. La rivolta di Tommaso Aniello, pescivendolo di professione insieme al genitore, assurto agli onori della cronaca come Masaniello, durò solo dieci giorni. Il 7 luglio del 1647, capeggiato dal mitico personaggio, piccolo di statura, con sottili baffi, di carnagione scura, il popolo insorse contro l’aumento del prezzo della frutta e altri abusi. Fu costituito un comitato che si insediò nella Chiesa del Carmine. Seguirono nove giorni di tumulti. I rivoltosi invasero la Reggia, devastarono gli uffici daziari bruciandone i registri, aprirono le carceri. Nobili e borghesi si rinchiusero nelle proprie case. Le tesi sulla morte di Masaniello sono discordanti. Alcuni sostengono che, inebriato dal potere, ordinò provvedimenti ed esecuzioni arbitrarie, inimicandosi affiliati e notabili. Il 16 giugno, festa del Carmine, il Capitano generale del fedelissimo popolo, la denominazione di Masaniello, con un sotterfugio fu attirato dai suoi stessi compagni nella Chiesa del Carmine e ucciso con cinque colpi di archibugi. La sua testa fu portata in giro per la città come trofeo e data in pasto ai cani. Altri sostengono che a fare uccidere Masaniello fu Giulio Genoino, un letterato, impegnato contro la borghesia, che lo aveva usato per capeggiare la rivolta. Al popolo fu fatto credere che a portare a morte il giovane pescivendolo era stata una forte dose di Roserpina (un potente allucinogeno) bevuta durante una festa. I suoi seguaci raccolsero i miseri resti e disposero solenni funerali con tutti gli onori. Il Premio fa parte di una serie di iniziative che il Comitato porta avanti per far scoprire e rivalutare testimonianze di inestimabile valore come la Chiesa del Carmine, la Chiesa di Sant’Eligio con l’orologio, la Chiesa di Santa Maria della Croce, le fontane con i leoni, i caratteristici vicoletti, abbandonati dai commercianti dopo il trasferimento al Cis di Nola. L’agorà del Mercato, centro pulsante di venditori di ogni genere che arrivavano dal circondario, aveva lo spazio dedicato alle esecuzioni delle sentenze. Forca ed altri strumenti di tortura, pronte ad essere usate contro chi osava ribellarsi alle angherie dei potenti.

Commenta Stampa
di Nando Cirella
Riproduzione riservata ©