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Napoli, cena sociale in piazza (r)esistente


Napoli, cena sociale in piazza (r)esistente
07/07/2011, 09:07

Cena sociale in piazza (r)esistente alle ore 18.30 pomeriggio di manutenzione del Largo san Giovanni Maggiore Pignatelli, alle ore 20.30 cena sociale in piazza, alle ore 21.30 proiezione del video Cento passi per la libertà. La giornata/evento nella sua integrità è concepita come un momento di condivisione e unione fra le molteplici realtà territoriali del Centro Storico di Napoli. Il pomeriggio avrà inizio con la manutenzione ordinaria delle aiuole in piazza e la creazione di cestini, a cura dell'Associazione Arteteka, del Kestè e la partecipazione del movimento CleaNap, che negli ultimi mesi è impegnato nella cura delle piazze del centro storico di Napoli.
A seguire, intorno alle ore 20.30, avrà luogo la cena sociale, un momento per conoscersi nel modo più antico del mondo: intorno ad una tavola. La cena è aperta a chiunque vorrà partecipare, che potrà portare, eventualmente, il proprio contributo culinario e condividere con gli altri la voglia di stare insieme.
Alle ore 21.30 sarà presentato e proiettato il video Cento passi per la libertà di Marco Rossano, documentario sulla campagna elettorale di Luigi de Magistris e la conseguente partecipazione-mobilitazione popolare, creatasi intorno alla figura del neo-sindaco.
L'idea del regista è di ‘restituire’, attraverso le immagini, il vento di cambiamento che ha spinto Luigi de Magistris fino a palazzo San Giacomo, partendo dall'8 maggio sino al ballottaggio.
"Vogliamo tornare - sottolinea Fabrizio Caliendo, presidente di Arteteka - a una normalità sociale, affinchè le piazze possano essere tutte vive e partecipate e gli spazi comuni un bene di tutti. Il nostro impegno sul territorio ha sopperito, per anni, alle lacune dell'Amministrazione, e speriamo che la nuova giunta ci permetterà di lavorare sull'aggregazione, sui progetti e sulla diffusione dell'arte e della cultura, piuttosto che sulla pulizia e la fornitura di servizi che, in realtà, dovrebbero essere un diritto. Speriamo, come per i rifiuti e la legalità, di uscire anche noi da questa emergenza, e, nel frattempo, continuiamo l’opera di trasformazione qualitativa delle nostre esistenze”.

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di Redazione
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