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"Napoli chi resta e chi parte" con Sal da Vinci Teatro Acacia


'Napoli chi resta e chi parte'  con Sal da Vinci Teatro Acacia
14/11/2011, 14:11

Dopo il grande successo al Teatro Augusteo, torna nella sua città il fortunato spettacolo,NAPOLI CHI RESTA E CHI PARTE. Il plot, basato su due atti unici di Raffaele Viviani “Caffè di notte e giorno” e “Scalo Marittimo”, fu messo in scena per il XVIII Festival dei Due Mondi e rappresentato per la prima volta il 3 Luglio 1975 a Spoleto. Lo spettacolo di Patroni Griffi aveva una singolare modernità, portando in scena un Viviani cosmopolita. In scena un giovanissimo e straordinario Massimo Ranieri affiancato da Angela Luce, Angela Pagano, Mariano Rigillo (nell’edizione di Spoleto), Antonio Casagrande, Franco Acampora, Gigio Morra, Isabella Guidotti, Corrado Annicelli, Tonino Apicella, Nicola Di Pinto, Girolamo Marzano… I costumi furono firmati dal successivo premio oscar Gabriella Pescucci, le musiche originali di Viviani furono orchestrate da Fiorenzo Carpi.

A distanza di 35 anni, Francesca Scarano, come dedica alla figura del padre Lello e volendo rendere omaggio a Patroni Griffi, rimette in scena questo spettacolo, affidandone la regia e la direzione del progetto ad Armando Pugliese, e passando il testimone di quello che fu il ruolo di Massimo Ranieri a Sal Da Vinci, anch’egli napoletano, poliedrico attore e interprete dalla straordinaria voce, che si cimenta per la prima volta in un testo di Raffaele Viviani, affiancato da un cast di 14 bravissimi attori e cantanti. Trait d’union tra passato e presente è la presenza e partecipazione del bravissimo e ormai veterano Gigio Morra che vanta il fatto di aver partecipato ad entrambe le edizioni.

Anche in questa edizione c’è un’orchestra dal vivo, diretta dal maestro Adriano Pennino, mentre le scene sono firmate da Andrea Taddei ed i costumi da Daniela Ciancio (David di Donatello).

Il primo atto, “Caffè di notte e giorno” è un tipico squarcio sulla realtà dei quartieri di Napoli: nel misero contesto di un caffè sempre aperto si incontrano personaggi di ogni genere, degradati dalla fame e dall’ignoranza; la prostituta che rifiuta un bravo giovane per lasciarsi sfruttare e picchiare dal magnaccia, la fidanzata che viene a cercare il fidanzato perduto per amore di quella donna, la famiglia senza casa che porta i bambini a dormire nel bar, e l’epilogo drammatico in cui il delinquente, per salvarsi, nasconde il coltello nella tasca dell’ignaro perché la polizia lo trovi su di lui.

“Scalo marittimo”, secondo atto, conosciuto anche come “‘Nterr’ ‘a ‘Mmaculatella”, scritto nel 1918, descrive la triste condizione di chi, costretto dalla miseria, vede nell’emigrazione l’unica possibilità di sopravvivenza. Una folla variegata che, appena finita la prima guerra mondiale, si accalca sulla banchina davanti al transatlantico «Washington» in partenza per l'Argentina, mentre la commistione fra cinici faccendieri, in testa il ributtante domestico della locanda, la spoglia sino all'ultimo spicciolo prima che salga a bordo.

Infine, il mondo del grande Viviani, la denuncia civile che lo permeava, portato in scena 35 anni fa da un grande regista e un lungimirante impresario, e che oggi rivive nello spettacolo diretto da Armando Pugliese.

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di Redazione
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