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Napoli, concerto nelle viscere della terra di Mario Romano Quartieri Jazz


Napoli, concerto nelle viscere della terra di Mario Romano Quartieri Jazz
21/09/2013, 10:14

NAPOLI - L’autunno del Museo del Sottosuolo si preannuncia caldo di suggestioni culturali e di appuntamenti ricchi di emozioni, che in più solleticano anche il palato, incrociando l’enogastronomia.
L’esordio ci sarà venerdì 27 settembre i ritmi di Mario Romano Quartieri jazz trio.
Alle ore 21 scatta l’ora fatidica del concerto di Mario Romano Quartieri Jazz trio. Saranno eseguiti brani dal loro ultimo lavoro “E strade cà portano a mare” (GRAF, 2013).
Un sound ricco, dove si fondono diverse gamme di ritmi mediterranei dal jazz manouche (detto anche jipsy jazz di cui è capostipite Django Reinhardt) a quelle partenopee, figlie di quel movimento partito negli anni ’80 denominato neapolitan power , passando attraverso le suggestioni latino-americane.
Nel file rouge che lega tutti gli elementi si avverte anche un pizzico di Francia con un’emozionante gioiosa malinconia, che evoca le passeggiate notturne lungo la Senna e la vita bohemien del quartiere artistico di Montmartre .
Ritmi caldi ed avvolgenti, che dai vicoli stretti e tortuosi di Napoli arrivano fino al mare, simbolo di vita, rinascita e speranza.
La musica in questo percorso si incrocia anche con il sottosuolo, che dona a questo sound una naturale amplificazione particolarmente suggestiva, quel sottosuolo, trasformato in ricovero antiaereo, che tante anime ha salvato e protetto durante il secondo conflitto mondiale, grazie alla solidità del tufo giallo
Ecco perché il puro istinto partenopeo, contaminatosi, arricchitosi e raffinatosi durante il percorso umano e professionale di Mario Romano si arricchisce delle collaborazioni con grandi protagonisti della scena musicale partenopea quali Joe Amoroso pianista di Pino Daniele), Daniele Sepe, Antonio Onorato e Marco Zurzolo.
Nella formula del Quartieri Jazz Trio la chitarra manouche di Mario Romano è validamente supportata dalla chitarra classica di Gianluca Capurro e dal basso del giovane musicista casertano Ciro Imperato.

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di Redazione
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