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Napoli, debutto di "Donna bomba" di Ivana Sajko


Napoli, debutto di 'Donna bomba' di Ivana Sajko
24/01/2011, 09:01

Da giovedì 27 gennaio 2011 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 30) sarà in scena, al Teatro Elicantropo di Napoli, Donna bomba della drammaturga croata Ivana Sakjo, uno spettacolo di morte che diventa spettacolo di vita, messo in scena dall’attrice e regista Chiara Tomarelli con la supervisione di Veronica Cruciani.

Presentato da Compagnia Pianoinbilico e Officine Artistiche #31, Donna bomba presenta una giovane donna kamikaze negli ultimi 12 minuti e 36 secondi, prima di farsi saltare in aria. Scarno come il cuore della donna bomba, lo sfondo della pièce è lo scenario di un fantomatico attentato, che racchiude in sé disastri reali

All'interno di una dimensione onirica, dove già il linguaggio esprime una forte visionarietà, ascoltiamo i pensieri, le immagini le contraddizioni di una donna kamikaze poco prima di compiere l'attentato al politico di turno.

Il racconto della donna è interrotto dall'attrice, che, trasportando in scena le riflessioni dell'autrice e le proprie su questo tema così delicato e attuale, continua a porsi delle domande, a cui tenta di dare risposta.

Domande che riguardano se stessa, la propria vita, quella del mondo in cui vive, la società, la politica. Lo spettacolo rappresenta la ricerca di una risposta difficile da trovare, analizza il problema, lo guarda da diversi punti di vista.

Non trae conclusioni, ma pone ulteriori interrogativi su di noi e sul mondo in cui viviamo, cercando di tracciare una strada, un percorso, aprendosi a svariati punti di vista.

La donna che sta per porre fine alla propria vita, facendosi esplodere tra una folla festante, potrebbe essere nostra sorella o una nostra cara amica. E’ lì e soffre, ha paura, ma non può tornare indietro, non può scappare al proprio destino.

Il tempo scorre inesorabile e rapido e il passato, il presente e il futuro si mescolano confondendosi, annullandosi, nella mente, nella disperazione di questa donna, che sta per partorire diciotto metri di devastazione.

Nel breve segmento di tempo, si addensa l’insensatezza della storia collettiva e la bellezza negata di quella individuale. Respirando al ritmo del tic tac di una bomba, la donna immagina di danzare con l’uomo che ama o di organizzare una festa per salutare gli amici di sempre. Ma soprattutto pensa a lui, all’uomo potente che arriverà tra ali di folla preceduto da un corteo solenne.

Donna bomba più che uno spettacolo è una lunga riflessione sulla realtà parossistica e, sempre, attuale dei kamikaze, e che aiuta a capire quanto questa storia sia anche nostra.

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di redazione
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