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Napoli: Il cappotto di Gogol al teatro Tin dal 19 al 22


Napoli: Il cappotto di Gogol al teatro Tin dal 19 al 22
17/11/2009, 16:11


NAPOLI - Debutta in prima nazionale a Napoli dal 19 al 22 novembre IL CAPPOTTO di N. Gogol', spettacolo teatrale portato in scena dalla giovane compagnia TrePunti di Venezia. Nella suggestiva cornice del T.I.N. Teatro Instabile, in occasione del bicentenario della nascita di Nikolaj Vasil’evic Gogol’ (1809-1852), la Compagnia Teatrale TrePunti interpreta uno dei racconti più celebri della letteratura russa ottocentesca, nell’adattamento e regia di Stefano Pagin. Pubblicato nel 1843, ne Il Cappotto ritroviamo l’esempio più peculiare della comicità ironica e grottesca di Gogol’.
La trama
Ambientato nel mondo dell'amministrazione pubblica di San Pietroburgo, Il Cappotto tratta la vicenda umana di Akakij Akakievic Bašmackin, umile funzionario costretto a vivere con il misero stipendio da impiegato. Costui si scontra con le proprie ristrettezze economiche nel momento in cui deve comprarsi un nuovo cappotto, poichè quello vecchio è talmente liso da non essere più utilizzabile. Per far fronte all’ardua impresa, Akakij Akakievic comincia a risparmiare per pagare il lavoro del sarto. L'arrivo del nuovo indumento rappresenta per il protagonista un evento straordinario: appena indossato, egli ottiene il rispetto di quei colleghi e di quei superiori che appena prima lo vessavano con insolenza. Invitato per la prima volta ad una serata in compagnia dei colleghi di lavoro, nel ritorno a casa viene derubato del nuovo cappotto. Un disperato Akakij Akakievic cerca invano giustizia, ma muore di freddo dopo poco, distrutto per la perdita dell'oggetto e di ciò che esso aveva significato. La narrazione ha però un finale fantastico...
Note di regia
In scena, tre clown maligni giocano crudelmente ai danni del più debole e intrecciano i fili di un complotto contro Akakij Akakievic, teso dai colleghi d’ufficio, dalla padrona di casa, dalla moglie del sarto, dal personaggio importante, dalla città e dal freddo dell’inverno russo. Un inquietante e grottesco concerto corale dove tutti si spiano e spettegolano delle miserie altrui, facendo fronte comune nell’odiare Akakij Akakievic.

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di Redazione
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