Cultura e tempo libero / Mostre

Commenta Stampa

Le opere del Maestro a Castel dell'Ovo fino al 10 gennaio

Napoli, inaugurata la mostra del pittore Gennaro Esca


.

Napoli, inaugurata la mostra del pittore Gennaro Esca
24/12/2009, 09:12

NAPOLI - Dopo trent'anni trascorsi nella cittadina umbra di Gubbio, l'artista Gennaro Esca torna a Napoli con una mostra intitolata "Il silenzio tra due pensieri-Opere pittoriche 2000-2010", in programma dal 23 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010 a Castel dell'Ovo. Un'arte, la sua, che ravvisa nel corpo umano la "più perfetta costruzione architettonica mai concepita", essenza della creazione e veicolo privilegiato per scoprire “ciò che l’uomo è”, è spiegato in catalogo da Stefano Taccone. A questa definizione si mescola il tema della "follia": un ideale di vita appassionata ed irruente, quasi neoromantica, che ha nel colore, "quello di questo tempo, quello dell’esplosione, della gioia, della solitudine, della lotta per non essere soli" il suo canale privilegiato.
Una storia di vita singolare quella del pittore Esca: nato e cresciuto a Napoli, frequenta il primo anno dell'Istituto Statale d’Arte quando, visitando una mostra a Mergellina, presso il Centro d’Arte "La Spelonca", conosce Gabriele Zambardino, direttore del Centro sul lungomare Caracciolo. "La Spelonca” è una bottega-galleria, celebre negli anni Sessanta; una sorta di "cenacolo" per i giovani talenti della città, ai quali apre i suoi spazi. Zambardino, scultore geniale e autodidatta, offre a Esca una stanza in cui poter lavorare liberamente, e gli mette a disposizione tele, colori e argilla. Ha inizio così una lunga collaborazione che vedrà nascere in quel luogo alcune delle opere più significative dell’artista. Nel 1970, a diciannove anni, Esca allestisce la sua prima personale a "La Spelonca": nessuna delle opere esposte resta invenduta. In seguito l'artista studia scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli con il maestro Augusto Perez: da questo momento in poi quest'arte figurativa, diverrà, insieme alla pittura, la cifra espressiva del suo linguaggio.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©