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Campofelice Saro sgarrista

Napoli, la vita di un camorrista va in scena


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Napoli, la vita di un camorrista va in scena
13/12/2010, 14:12

NAPOLI - Uno spettacolo meritevole di nota quello che Giancarlo Cosentino, nell’interpretazione e nella regia, ha portato in scena alla galleria toledo di napoli storia di malavita di camorra e di napoletanità, oggetto di riflessioni prima di andare in scena con scambi di idee tra il movimento politico Riparthenapoli  e l' associazione Libera.
Campofelice Saro, un punitore di sgarri strettamente legato alla malavita ed ora invecchiato, stanco, disilluso. Il sipario si apre cogliendo Saro in una camera d´albergo anonima, nella snervante attesa di compiere un assassinio. In bella mostra un’arma, un arnese enorme e impressionante, emblema di gratuita violenza, maneggiata con leggerezza quasi sconsiderata, come a voler conferire a quelle manovre tutta la depravazione del criminale.
Un monologo singolare e intrigante che offre letture e spunti diversi. Non è più giovane Saro, ed ora sogna un´esistenza tranquilla da consumare su un´isola, magari quella di Procida, a pescare spigolette da cucinare "all´acqua pazza".. Campofelice Saro è un killer senza rimorso, ora è solo, in quella camera d´albergo, aspetta il via libera per l´ennesima esecuzione. Il bersaglio è un politico, Cennamo, candidato al Comune e probabilmente collegato in qualche modo alla malavita, ma questo è un dettaglio. Ciò che impressiona è il mezzo con cui viene centrata la psicologia del malavitoso e l´intera rete in cui ne è parte integrante. Saro finisce per essere ucciso da altri killer, trovandosi poi al cospetto di dio.
Dopo la commedia Riparthenapoli ha organizzato una piccola degustazione a base di Provolone del Monaco Dop, marmellata di albicocca vesuviana e vino pallagrello.

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di Nando Cirella
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