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Napoli, Margherita Di Rauso in Itagliani! di Antonella Cilento


Napoli, Margherita Di Rauso in Itagliani! di Antonella Cilento
21/02/2011, 13:02

Giovedì 24 febbraio 2011 alle ore 21.00 (in replica dal giovedì alla domenica fino al 6 marzo) il Teatro Elicantropo di Napoli ospiterà il debutto di Itagliani!, lo spettacolo della scrittrice napoletana Antonella Cilento, tratto dal racconto omonimo inserito nell’antologia “L’amore, quello vero”.

Diretto da Eleonora Pippo, nell’interpretazione di Margherita Di Rauso, Itagliani!, presentato da Madira Teatro e Architempo, mette in scena la storia del delirio di Frevella Lavannara, che profetizzò a Hitler e Mussolini la disfatta nella guerra a causa di Augusto Cinnicò. Le scene e i costumi sono a cura di Loredana Paglioni, il disegno luci di Angelo Ugazzi.

Sul palcoscenico rivivono le memorie monologanti, comiche e deliranti di due insoliti protagonisti, sullo sfondo dei rivolgimenti del Fascismo. Frevella è il prototipo della matriarca feroce e picchiatrice di uomini, donna mascolina dall’utero dentato, terrore dei maschi meridionali, afflitta però da una debolezza che la rende involontaria profetessa: crisi mistiche e allucinazioni.

Cinnicò è il tipico impiegato di concetto gogoliano, debole, disperato, frustrato ma antifascista. Cinnicò deve pur ribellarsi a una moglie violenta e umiliante e concepisce così il suo grande piano: una subdola rivalsa che gli consentirà di vendicarsi della moglie oppressiva e degli odiati dittatori.

Frevella offrirà ai signori della Seconda Guerra una sua personale profezia, naturalmente a pagamento. Di qui l’alternanza delle voci del marito e della moglie, dei registri, il dialetto inventivo dell’una, il buon italiano dell’altro, l’azione rapida e il trasformismo da un punto di vista all’altro, l’atmosfera degli anni della guerra e, al tempo stesso, il dramma familiare, la Storia e il paradosso.

“Itagliani! – scrive l’autrice in una nota - è una fantasia provocata dai racconti di un mio zio, Alberto. Siccome era stato sommergibilista e sciupafemmine, aveva l’abitudine di riferire, e forse reinventare, episodi della sua ardita e, ahimè, fascista giovinezza ma lo faceva con grande senso dell’ironia. In particolare, andava fiero della partecipazione a un grande evento sommergibilistico tenutosi a Napoli per volontà di Mussolini in onore del suo fresco alleato, Hitler”.

L’arguto linguaggio della Cilento è affidato alla doppia performance di Margherita Di Rauso, che, alternandosi in rapidi mutamenti, dà voce e carattere al mite Cinnicò e alla sua snaturata moglie Frevella. La protagonista si muove tra riti caserecci e il cerimoniale esoterico di candele nel buio, nel fitto registro espressivo del duplice ruolo, dando vita e corpo alla favola agrodolce dell’autrice partenopea.

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di Redazione
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