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Napoli, nasce l'Italian Institute for the future


Napoli, nasce l'Italian Institute for the future
01/10/2013, 11:46

NAPOLI - Sabato 28 settembre all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici a Napoli si è tenuta l’assemblea costituente dell’Italian Institute for the Future (IIF), un’organizzazione no-profit sul modello dei think-tank anglosassoni per l’analisi e la previsione degli scenari di lungo termine e la sensibilizzazione sulle grandi sfide del futuro, fondata da un gruppo di giovani studiosi e attivisti. Ad aprire l’assemblea, il presidente Roberto Paura ha ricordato l’esperienza ormai pluridecennale dei centri di futures studies sparsi per il mondo, che incrociano sociologia, politologia, economia, studi sulla scienza e la tecnologia per analizzare l’impatto sociale dell’innovazione e consigliare i governi sulle politiche da adottare per affrontare le sfide del domani. Una disciplina, quella dei futures studies, che non ha mai preso piede in Italia. “Eppure l’Italia ne avrebbe davvero bisogno”, spiega Paura. “Il famoso editorialista e scrittore americano Thomas Friedman ha scritto qualche giorno fa sul New York Times che i paesi che non pianificano il futuro sono destinati al declino. E Friedman si stava riferendo agli Stati Uniti. Figuriamoci cosa penserà dell’Italia”. L’IIF nasce proprio con lo scopo di promuovere una maggiore pianificazione sul lungo termine, unendo al tradizionale  lavoro di analisi e previsione dei centri di futures studies un approccio di sensibilizzazione e lobbying: “L’IIF si pone come un autentico movimento per il futuro, per questo abbiamo preferito non chiamarci ‘Institute for Futures Studies’ come molte realtà simili, ma ‘for the Future’, per il futuro, cioè a favore del futuro”, ha precisato Paura nel suo discorso. “Noi vogliamo essere qualcosa di simile, per capirci, a un movimento come Greenpeace, che porta avanti i suoi principi sensibilizzando l’opinione pubblica a pensare al futuro e facendo lobbying a livello politico, affinché i decision-makers inizino ad aprire gli occhi e a comprendere l’importanza di una pianificazione a lungo termine, di leggi che producano effetti non solo per l’oggi, ma anche per il domani”.
Al vice-presidente Nicola Sindaco il compito di illustrare il principale asse di azione dell’IIF, quello della ricerca, strutturato su cinque diversi osservatori. Il primo, il CEFI, intende analizzare le crisi economiche e finanziarie internazionali per prevedere quelle future. Il secondo, lo SciTec, studierà il modo in cui la scienza e la tecnologia di domani cambieranno il nostro mondo, concentrandosi in particolare sull’espansione umana nello spazio, sugli scenari energetici del futuro e sulle ricadute sociali del progresso biomedico. Il terzo osservatorio, lo SvEc, sui nuovi paradigmi dello sviluppo economico, “intende indagare sul piano globale i percorsi di sviluppo economico-sociale con un focus particolare sulle politiche adottate dalle principali economie emergenti”, spiega Sindaco.  Ancora, il RiSPA, sulle risorse, la sostenibilità e le politiche ambientali, volto a ridurre l’insostenibilità degli scenari socio-economici attuali attraverso un approccio multidisciplinare che abbraccia le politiche ambientali, l’economia e la statistica. Sarà inoltre istituito un Osservatorio “Italia 2050”, con l’obiettivo di stimolare processi di decision-making in grado affrontare le sfide del futuro del paese. Spazio anche alle attività di consulenza, con l’osservatorio EU2020 sui finanziamenti europei del nuovo settennato, “allo scopo di favorire più efficaci ricadute a lungo termine sul tessuto socio-economico e culturale del nostro Paese”. E consulenze ad hoc per soggetti diversi - istituzioni, enti pubblici, imprese, banche e organizzazioni del terzo settore - interessati a scenari previsionali di medio-lungo periodo nel settore di competenza, intesi a comprendere come i megatrends (le grandi tendenze di lungo periodo) potranno modificare il business del cliente.
“È chiaro che le crisi odierne risentono della mancanza di visione a lungo termine delle generazioni passate. Da qui, si delinea il pensiero che, per educare al futuro, sia bene investire in due punti fondamentali, divenuti oggigiorno critici nel nostro Paese, ossia ricerca e formazione, orientandole in particolar modo da un lato ai giovani, dall’altro a  politici, professionisti e agli accademici”, ha dichiarato nel corso dell’assemblea Andrea Gatto, consigliere dell’IIF e responsabile delle relazioni esterne e pianificazione. “Educare a pensare al futuro vuol dire orientare le scelte economiche, politiche, scientifiche e tecnologiche, la cultura del domani; per questo, come IIF, abbiamo strutturato un programma ricco di eventi utili a stimolare la ricerca, le attività di formazione e la generazione di un gruppo di pensiero”. Tra le tante iniziative in cantiere ci sono conferenze, seminari, summer e winter school, una vera e propria Accademia del Futuro rivolta a laureandi e laureati, oltre a corsi di formazione rivolti ai decisori politici. L’attività di studio e divulgazione sarà affidata alla rivista trimestrale Futuri, diretta da Roberto Paura, il cui primo numero uscirà a fine gennaio 2014. Mentre l’evento di lancio a livello nazionale si terrà a novembre alla Città della Scienza di Napoli a chiusura della XXVII edizione della manifestazione annuale “Futuro Remoto”. 

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di Redazione
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