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Napoli, Pietro il Matto_ispirato al Peer Gynt di Ibsen

Oggi e domani alle 20.30

Napoli, Pietro il Matto_ispirato al Peer Gynt di Ibsen
13/07/2013, 10:28

NAPOLI - Asylum Anteatro ai Vergini in collaborazione con Teen Théâtre e col patrocinio dell'Istituto Patafisico Partenopeo presenta fino al 28 luglio 2013 Pietro il Matto di Mimmo Grasso e Massimo Maraviglia scritto pensando al Peer Gynt di Henrik Ibsen con la regia di Massimo Maraviglia con Elisabetta Bevilacqua|Rosario D’Angelo|Silvio De Luca|Alessandro Errico Rosario Giglio|Giulia Musciacco|Ettore Nigro|Cira Sorrentino e la Compagnia Asylum 2013 Marco Aspride|Anna Bocchino|Clara Bocchino|Giulia De Pascale|Michele Di Mauro|Rebecca Furfaro Paola Magliozzi|Raimonda Maraviglia|Stesy Raiano|Daniele Sannino|Luca Serafino|Luigi Ventura. Oggi e domani alle ore 20.30 presso le Stufe di Nerone (via Stufe di Nerone 45|Bacoli); sabato 20 e domenica 21 luglio alle ore 20 presso le Basiliche paleocristiane di Cimitile (Via Madonnelle|Napoli): (lo spettacolo inizia alle 21, è preceduto dalla visita guidata alle basiliche il cui prezzo è inserito nel costo del biglietto); domenica 28 luglio alle ore 21.30 al CastCafè (Via Castello 50B|Bacoli).
Prezzo Intero 15 euro|Ridotto 10 per studenti e over 65

Prenotazione obbligatoria al 333 1198973|347 1012863

 

Pietro il Matto è il nuovo spettacolo itinerante prodotto dall’Asylum Anteatro ai Vergini, un labirinto mobile in cui entrate e uscite non sono obbligate. E allo spettatore, più che di assistere a uno spettacolo, viene chiesto di entrare in un mondo e di compartecipare alla sua costruzione.

È stato scritto pensando al Peer Gynt di Henrik Ibsen, gli autori – Mimmo Grasso e Massimo Maraviglia, quest’ultimo firma anche la regia – ne hanno amato l’esuberanza immaginifica e il principio motore: l’idea di un uomo che combatte la sempiterna e comune battaglia tra la necessità del finito e il desiderio d’in-finito.

Pietro il Matto – spettacolo non unilineare in cui molte scene si ripetono e altre sono in simultanea, senza scenografie se non quelle naturalmente offerte dal luogo della rappresentazione, senza luci se non quelle naturali o fatte di lumi a candela – è un’ideale caccia al tesoro al Pietro che è in ognuno di noi («una sorta di poeta matto, il personaggio “incompiuto” di una favola inquieta in cui tutto è possibile»), un costruire e decostruire le possibili storie di Pietro, un abbandonarsi agli immaginari di un’infanzia d’altri tempi, un gioco ardimentoso di equilibri tra leggerezza radiosa e popolana grevità, tra Pulcinella, Munacielli e gli eroi dell’antica Grecia, tra Commedia dell’Arte e minimalismo orientale.

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di Redazione
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