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Napoli, professioni della Cultura nel Terzo Millennio

Presentazione del volume di Tullio d’Aponte

Napoli, professioni della Cultura nel Terzo Millennio
10/12/2013, 13:33

NAPOLI - Quali sono le professioni e le competenze emergenti nel settore della cultura e del turismo? Quali sono i fabbisogni formativi per le diverse professioni della cultura nel Terzo Millennio? Risponde a queste domande nevralgiche per il futuro dello sviluppo e dell’occupazione nel Mezzogiorno una lunga ricerca di IRSEV, l’Istituto per la ricerca sociale e la valutazione delle politiche pubbliche, racchiusa nel volume “Analisi dei fabbisogni formativi: le professioni della cultura. Percorsi occupazionali e strategie identitarie dei laureati nel settore”,curato da Tullio d’Aponte, presidente del Centro Interuniversitario Campano di Lifelong Learning.
Il volume sarà presentato in anteprima nazionale mercoledì 11 Dicembre alle ore 11.30 presso la Sala Villani dell’Università Suor Orsola Benincasa, in occasione di unatavola rotonda dedicata al tema “Le professioni della cultura nel Terzo Millennio”.
La presentazione organizzata dall’Università Suor Orsola Benincasa, in collaborazione con la Regione Campania, IRSEV Campania e il Centro Interuniversitario Campano di Lifelong Learning, sarà introdotta da Lucio d'Alessandro, Rettore dell'Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Caterina Miraglia, Assessore alla Cultura e all’Istruzione della Regione Campania e Fabrizio Manuel Sirignano, docente di Pedagogia della formazione all’Università Suor Orsola Benincasa e membro del comitato scientifico del Centro Interuniversitario Campano di Lifelong Learning e sarà coordinata da Giuseppe Luca De Luca Picione, docente di Sociologia e Ricerca operativa presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli e coordinatore generale del Centro Interuniversitario Campano di Lifelong Learning.
Alla discussione prenderanno parte, insieme con il curatore del volume Tullio D’Aponte, Carmelo Conte, presidente della Fondazione Alario, Giancarlo Fatigati, direttore tecnico del Corso di Laurea magistrale in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali dell’Università Suor Orsola Benincasa, Emanuele Madonia, ricercatore di IRSEV Campania, Andrea Manzi, direttore scientifico del progetto di Geogiornalismo “Agenzia Multimodale La Città del Parco”, Marco Salvatore, condirettore scientifico de “Il Sabato delle Idee”, Paola Villani, presidente del Corso di Laurea in Progettazione e gestione del turismo culturale dell’Università Suor Orsola Benincasa.
Presentazione del volume e della ricerca di IRSEV Campania
“Per adeguare la progettazione delle iniziative didattiche al continuo evolversi della realtà del mondo del lavoro, le Università della Campania programmano ricerche di carattere sistemico, volte all’emersione di sempre più avanzate componenti professionali, espressive del dinamismo culturale contemporaneo e della continua evoluzione che coinvolge i modelli organizzativi delle società aperte. Infatti, la ‘questione della qualità’ dei processi formativi e della conseguente centralità che vi assume il continuo aggiornamento dei saperi, rappresenta il punto focale dell’iniziativa di lifelong learning che l’Ente regionale si propone di sviluppare sul territorio campano in stretto raccordo con gli atenei. In tale prospettiva viene realizzatoquesto studio dall’IRSEV Campania, con finalità tese a individuare indirizzi evolutivi e prospettive di adeguamento organizzativo del sistema produttivo dell’industria culturale, anche in funzione di pratiche esemplari, rilevate attraverso confronti e analisi condotte su scala nazionale ed europea”. Presenta così la ricerca dell’IRSEV il suo coordinatore scientifico, Tullio D’Aponte, professore emerito di Geografica Economico-Politica all’Università Federico II di Napoli e presidente del Centro Interuniversitario Campano di Lifelong Learning.
Il campione dei laureati
Per l’individuazione del campione di laureati e studenti lavoratori, i dati che sono stati aggregati provengono dalla fonte degli archivi amministrativi dell’Università Suor Orsola Benincasa, unico Ateneo nella Regione Campania con la presenza simultanea dei Corsi di Laurea nel settore della comunicazione, dei beni culturali e delle scienze dell’educazione.
Un lavoro certosino sui dati che ha determinato la costruzione di una solida base informativa, la cui interpretabilità in chiave sociologica si avvale di una ulteriore fase di approfondimento mediante interviste ai laureati. La scelta si è basata su una prima lettura dei dati relativi all’intero universo di riferimento: le diverse migliaia dai giovani di 24 ai 35 anni che hanno concluso il percorso di studi.
Le interviste sono state finalizzate a ricostruire le storie di vita attraverso le quali si è giunti alla condizione che ha portato i giovani a scegliere il proprio percorso universitario ed a elaborare le proprie strategie occupazionali.
Le grandi opportunità occupazionali per le professioni della cultura
La prima parte del volume è dedicata all’analisi del contesto campano ed alle grandi opportunità che offre il “sistema” cultura del territorio. Dai beni culturali come risorsa strategica al turismo come volano di valorizzazione della risorsa cultural, fino agli scenari futuri che offrono le nuove tecnologie per la conservazione e la fruizione dei beni culturali. “Nello scenario macroeconomico che caratterizza la Campania - spiega Tullio D’Aponte - emerge la forte specificità del settore culturale, con particolare riferimento alle istituzioni museali ed alle funzioni ed agli attori ad esse normalmente associate, per disegnare scenari futuri di sviluppo locale”.
In un simile contesto diviene fondamentale il ruolo dell’apprendimento permanente e la presenza di percorsi formativi e di strategie occupazionali che più di altri possano aprire ai giovani le porte dell’industria culturale. Ed in questo è proprio l’Università Suor Orsola Benincasa a rappresentare un esempio virtuoso con il suo nuovo corso triennale in Progettazione e gestione del turismo culturale e il suo corso di laurea magistrale in Imprenditoria e Creatività per Cinema, Teatro e Televisione, due best pratices analizzate nella seconda parte del libro dedicata alle work experiences più virtuose.
“L’obiettivo dei nostri corsi di laurea - spiega il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro - è quello di migliorare le caratteristiche dell'offerta di apprendimento permanente nel settore dell’industria culturale, rafforzando le lauree umanistiche ed aumentandone la competitività, attraverso l’integrazione di metodologie e contenuti formativi capaci di coniugare quadri di competenze tradizionali con quelle emergenti e trasversali, soprattutto nel settore delle nuove tecnologie, per innovare conoscenze ed esperienze pratiche dei futuri professionisti del settore culturale”.
E nella seconda parte del volume c’è anche uno studio specifico sul“caso Pompei” realizzato da Antonio Emanuele Piedimonte, scrittore e giornalista del gruppo RCS e una serie di interviste a testimoni privilegiati dello scenario culturale campano, come l’ideatore de “Il Sabato delle Idee”, Marco Salvatore, l’editore Edgar Colonnese o il Soprintendente Fabrizio Vona.
I dati sui laureati del settore: le donne sono più brave degli uomini
La terza parte del volume presenta i risultati della ricerca condotta dall’equipe dell’IRSEV Campania in stretto raccordo con le strutture dell’Ateneo, a partire dalla costruzione di un data base per effettuare analisi statistiche mono e bi-variate e, successivamente, alla conduzione di una serie di interviste biografiche ai laureati inseriti nelle attività di Orientamento post laurea e Job placement.
I dati presentati fanno riferimento al totale dei laureati alla Facoltà di Lettere dell’Università del Suor Orsola Benincasa nel triennio 2008-2010.  Oltre un terzo (36%) dei laureati, ha conseguito una votazione di 110 al termine della prova finale, e considerando l’età dei laureati emerge che quasi la metà (44%) ha conseguito il titolo prima dei 24 anni, praticamente in regola con i tempi.
L’analisi bi-variata sulla distribuzione dei laureati per sesso e classi d’età, fa emergere che le donne, mediamente, hanno conseguito il titolo prima dei loro colleghi maschi. Anche un confronto tra la votazione ottenuta tra maschi e femmine ci mostra che queste ultime ottengono migliori performance e risultati più brillanti.
Come si spiega il fenomeno? Una serie di interviste ai laureati, attraverso l’Event Structure Analysis (una strategia di ricerca ideata da Donald Heise alla Cornell University e testata empiricamente in Italia dai sociologi Maria Carmela Agodi e Luca De Luca Picione nella ricerca sul Reddito di Cittadinanza) fa emergere un percorso biografico tipico per le donne ed uno diverso per gli uomini, che in parte spiegano le differenze di rendimento.
Le donne, coerentemente con il proprio percorso delle superiori, hanno proseguito gli studi umanistici selezionando il corso di laurea in base alle proprie inclinazioni, senza pensare all’inserimento nel mondo del lavoro. Per gli uomini quello che sostanzialmente cambia sono le prospettive: consapevoli delle chance ridotte di inserimento nel mondo del lavoro, affrontano il percorso universitario parallelamente a quello lavorativo, che viene individuato cogliendo tutte le occasioni che esso offre, senza tenere in alcun caso in considerazione il piacere nello svolgimento di una data mansione.
Le conclusioni: l’integrazione tra formazione e mercato del lavoro
Nelle conclusioni del volume, alla luce dei nodi teorici emersi, si affronta il tema della riforma del sistema dell’Adult Education, attraverso l’ideazione di un primo “modello sperimentale” per certificare le competenze acquisite. Il ventaglio di figure professionali che caratterizzano i beni culturali ed il turismo potrà consentire l’implementazione di un sistema di valutazione basato sulle “Unità Formative Capitalizzabili” e la “Certificazione delle Competenze” in cui, per dirimere le criticità emerse nella fase di sperimentazione, potrebbe ricoprire un ruolo decisivo proprio l’istituzione universitaria soprattutto per lacreazione di un collegamento virtuoso con il mondo del lavoro perché nella formazione accademica non dovranno più mancare quelle competenze specifiche che il mondo delle professioni richiede ai laureati del Terzo Millennio.
“In quest’ottica - evidenzia Lucio d’Alessandro - i servizi di Orientamento post laurea, Job placement e Lifelong learning, costituiscono una risorsa significativa, in quanto esprimono competenze e pratiche nelle quali il nostro Ateneo ha inteso coniugare l’innovazione tecnologica e le questioni occupazionali con la propria mission formativa e scientifica, ed è questo l’unico modo per realizzare quel nesso virtuoso fra il fabbisogno del mercato del lavoro e la formazione continua, che dobbiamo saper offrire ai giovani del Mezzogiorno”.

 

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di Redazione
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