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Napoli, “Risonanza interiore” a Castel Nuovo


Napoli, “Risonanza interiore” a Castel Nuovo
15/03/2011, 13:03

Venerdi 18 marzo alle ore 17:00 si inaugura , presso la sala Carlo V del Castel Nuovo ( Napoli ) , la mostra dell’artista Mattia Fiore , dal titolo " Risonanza interiore " . La mostra proseguira’ fino a sabato 26 marzo 2011 . Orari e giorni di apertura : 09:00 – 19:00 dal lunedì al sabato ( la biglietteria chiude alle ore 18:00 ) Catalogo disponibile in mostra Cura allestimento e catalogo : Alessandra Fiore Presentazione a cura del critico Carlo Roberto Sciascia . Interverra’ Lucia de Cristofaro, direttore di Albatros Magazine Press Officer : Antonio Parrella tel. 3494526786 Photo Service: Lino Di Lorenzo Art Making Exposition Services : Ernesto Zevola

Mattia Fiore è membro dell’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma . Ha conseguito il 1° Premio Henry Moore all’Accademia Internazionale d’Arte Moderna di Roma ed il 2° Premio Internazionale di Pittura “Medusa Aures” organizzato dall’Accademia di Romania in Roma ; gli viene conferito il titolo di Cavaliere accademico dall’Accademia Internazionale “Greci-Marino” del Verbano ; insignito di medaglia d’oro al merito artistico culturale . Mattia Fiore e’ stato scelto dalla Federazione Italiana Scuole Materne nell’ambito di un progetto artistico-didattico inaugurato a Ciano d’Enza di Canossa ed incentrato su 8 autori e sui loro modi espressivi : Jackson Pollock ( azione-colore) ,Mattia Fiore ( macchie fluide) , Vincent Van Gogh (colore –materia), Enrico Baj ( assemblage), Kazimir Malevic ( forma-colore) , Daniele Masacci (collage-pittage), di nuovo Enrico Baj (scultura lignea) e Keith Harring ( arte stilizzata ) Mattia Fiore ha esposto le sue opere in sedi nazionali ed internazionali di grande importanza artistica , quali Napoli, Roma ,Firenze,Arezzo, Milano, Bologna,Barcellona, Londra, Parigi, Praga, S. Pietroburgo, Amsterdam,Kalkis,Benidorn ,Montecarlo,Berlino e New York. Opere in esposizione permanente sono presso il museo di Morcone (BN) ,il convento della Basilica di S.Francesco di Assisi (PG), Meeting point Catacombe di S. Gennaro ( NA ) ,la chiesa Abbaziale di S.Maria Maggiore di Montecalvo Irpino (AV) , Castel dell’Ovo (NA) , il Museo d’Arte Moderna di Capua (CE) , l’Head Office di Unilever Italia (Roma) e presso il Duomo di Casertavecchia (CE).  Tonalità cromatiche intense, estrema sensibilità, amore verso la propria terra, la natura, la vita e l’arte. Tutto questo è Mattia Fiore.  In Fiore l’astrattezza del segno, la sua non-rappresentatività, è la manifestazione della sua «risonanza interiore», ossia della sua spiritualità.  Egli vuole trasmettere, attraverso l'arte, non tanto la forma esteriore della realtà quanto i moti interiori dello spirito o della realtà stessa.  L’artista rinuncia al compito classico di dipingere dei soggetti e tenta invece di esprimere movimenti, energie, ovvero ciò che afferra l’umano e lo possiede.  Il suo astrattismo nasce da una concezione mistico-spirituale ed idealistica dell'arte come veicolo d'espressione di significati spirituali, interiori, trascendenti. L’intento dell’artista è quello di rappresentare il mondo dell'inconscio, sfera propria dell'arte e a cui solo l'arte può attingere, ma senza l'intervento della ragione e della logica. La sua è una pittura che rifiuta la forma figurativa e da importanza al gesto spontaneo.  Il suo interesse è rivolto alla materia e alla sua manipolazione, attraverso una pittura segnico-gestuale: una pittura del gesto, dell'atto stesso del dipingere, al di là della rappresentazione.  Nelle opere dell’artista, i risultati sono ricchi di espressività materica. La creatività pertanto viene espressa nell'azione e si concretizza nei segni lasciati sulla materia. La sua pittura non nasce sul cavalletto; la tela disposta sul pavimento lo fa sentire più a suo agio, più vicino, più parte del quadro, perché, in questo modo, può camminarci intorno. La sua azione pittorica appare allora come una sorta di danza pittorica, “danza frenetica” al quadro, o piuttosto nel quadro che non è montato, in tensione sul cavalletto ma disteso al suolo. Egli sembra danzare intorno al quadro per trattenere le forze nella tela e poter esprimere esteriormente la sua interiorità, in forma pittorica, negando la rappresentazione della realtà per esaltare i propri sentimenti attraverso forme, linee e colori dalle tinte accese.  Per questo evento Fiore ha utilizzato come materia pittorica elementi di uso comune: sacchi di juta e teli di lino che hanno un vissuto di oltre cento anni e rappresentano per l’artista la materia dell’anima su cui egli ha voluto proiettare le proprie emozioni. La materia logora, deteriorata dall’uso, la materia che porta inscritti sulla sua “pelle” i segni del tempo, dell’intervento umano, dell’opera devastante degli agenti atmosferici. La vita lascia tracce sui materiali e la materia diventa simbolo del dolore umano. A cura di Alessandra Fiore.

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di Redazione
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