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Napoli, Ritorno a Haifa di Ghassan Kanafani


Napoli, Ritorno a Haifa di Ghassan Kanafani
31/01/2011, 12:01

In scena lo spettacolo tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore e intellettuale palestinese, riconosciuto tra i più grandi intellettuali arabi del nostro secolo. L’8 luglio del 1972 fu assassinato, a Beirut, lo scrittore ed intellettuale palestinese Ghassan Kanafani, nato nel 1936 ad Akka, città costiera della Palestina. Nel 1948, al momento della costituzione dello Stato d’Israele, con la sua famiglia subì il triste destino dell’espulsione e dell’esilio: è proprio questa esperienza che è raccontata in Ritorno a Haifa di Ghassan Kanafani, traduzione di Isabella Camera dʼAfflitto, in scena, da giovedì 3 febbraio 2011 alle ore 21.00 (in replica, dal giovedì alla domenica, fino a domenica 13), al Teatro Elicantropo di Napoli.

L’allestimento, presentato da Narramondo Teatro e diretto da Carlo Orlando, si avvale dell’interpretazione di Eva Cambiale e Carlo Orlando, coadiuvati dagli elementi scenici a cura di Balthasar Brennenstuhl e la consulenza registica per messa in scena e training attori di Andrea Lanza.

Per la prima volta nella letteratura araba uno scrittore palestinese parla di due diaspore: quella palestinese e quella ebraica, accomunate da un unico tragico destino.

Said, palestinese di Haifa, torna con la moglie, dopo vent'anni di esilio, nella sua città natale per rivedere fugacemente i luoghi amati e la sua casa, ora abitata da una famiglia di ebrei polacchi scampati ad Auschiwitz, e per cercare il figlio, abbandonato durante la repentina e tragica fuga.

Con grande umanità e forza emotiva, Ghassan Kanafani ci accompagna in questo viaggio nel presente e nel passato, dove riaffiorano, da entrambe le parti, il disagio e la tristezza della situazione, in un groviglio di sentimenti e passioni umane.

“La scelta di questo testo - spiega il regista Carlo Orlando - parte dalla volontà di ristabilire una verità politica e umana: schierarsi al fianco di Kanafani, alle legittime rivendicazioni del suo popolo, al diritto dei profughi palestinesi a ritornare nella loro terra”.

Lo stile è quello della narrazione semplice e diretta, che si abbandona al flusso poetico della prosa dell’autore e che, con il procedere della storia, si trasforma, e trasforma lo spettacolo, in “teatro di situazione” senza quarta parete. Gli attori sono impegnati in un’interpretazione non naturalistica, bensì sostenere la scena con una recitazione “epica”.

Portare in scena Ritorno a Haifa significa molte cose. Indubbiamente, significa testimoniare la solidarietà alla causa palestinese. La politica e la cultura “ufficiale”, così impegnati a celebrare incondizionatamente la nascita dello stato di Israele, sembrano essersi dimenticati non solo la sofferenza del popolo Palestinese, ma persino la sua stessa esistenza. Ristabilire, quindi, una verità politica e umana: schierarsi al fianco di Kanafani, alle legittime rivendicazioni del suo popolo, al diritto dei profughi palestinesi a ritornare nella loro terra.

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di redazione
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