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Napoli, Sarah Falanga è Anna Magnani al Bolivar


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Napoli, Sarah Falanga è Anna Magnani al Bolivar
24/10/2013, 09:48

NAPOLI - E’  grazie all’attrice  Sarah  Falanga, ma soprattutto alla sua trascinante forza interpretativa, che sabato 26 ottobre alle 21.00 e domenica 27 alle 18.00, per l’inaugurazione della nuova stagione del teatro Bolivar a Materdei, Anna Magnani, l’emblema del cinema neorealista italiano, a quarant’anni esatti dalla scomparsa, ritroverà sulla scena, un nuovo corpo per la sua passionale anima. Lieve, delicata e decisa, con “Io Anna Magnani?- L’essenza e la poesia di un mito” lo spettacolo da lei stessa scritto e diretto, la trascinante Falanga, lascerà subito intendere di non volere presentare l’ennesimo documentario sulla vita della grande diva, bensì di volere  puntare decisa, sull’analisi delle interiorità della Magnani donna ed attrice. Partendo dagli esordi della straordinaria interprete romana e ripercorrendo i successi ma anche i drammi di una donna che seppe mettere al di sopra di tutto, tra uomini e maternità, quel sentimento chiamato amore, la protagonista del lavoro presentato dall’Accademia Magna Graecia del Museo Archeologico Nazionale di Paestum,  porterà tra il pubblico l’essenza di un’artista protesa verso l’immortalità della memoria. Con un susseguirsi di emozioni capaci di evocare, tra note, parole e poesia, le celate intimità artistiche ed umane della Magnani, Sarah Falanga, quasi fondendosi con lo spirito di colei che seppe parlare con la voce, con gli occhi e con l’anima, sintetizzerà durante il suo intenso lavoro tutta la sostanza di un mito senza tempo. Raccontando a modo suo attraverso una sorta di sperimentazione di meta-teatro, il personaggio Magnani ancora più che l’artista, l’intimistica Falanga, senza ricorrere ed espedienti scenici o mirabolanti effetti, sarà capace, con convincente passionalità, di riportare tra gli spettatori le gesta di un’icona del popolo ed un’attrice sempre in bilico tra la sensibilità e la generosità ed ancora tra grandiosità della star e la semplicità della donna di borgata. Per tutti, uno spettacolo capace di evidenziare tutta la volontà di voler esplorare Anna ‘da dentro’, dal punto di vista di chi deve interpretare e ne sente l'ansia, l'emozione, la difficoltà, la responsabilità, il timore. “La sfida e il desiderio di raccontare le suggestioni di uno sguardo che ho scoperto appartenere agli uomini, all'universalità...che ho scoperto appartenermi   in questo spettacolo la storia di un mito che diventa riconoscibile all'improvviso nella quotidianità.  Ecco scoperto il segreto per superare la morte e vincerla, ma sopratutto la sorpresa di appartenerLE...e sorprendersi a percorrere i suoi stessi passi...i suoi drammi, la sua inquietudine...il suo dolore e la forza ed i suoi sguardi, la paura e la profonda ammirazione ed il timore di non riuscire a raccontare il meraviglioso e travagliato infinito che è e che sarà! Lei è il mio modello, è tutto quello a cui cerco di avvicinarmi, evitando naturalmente, ogni tipo di imitazione. Anna è l'attrice naturale, il genio, l'istinto, la verità. E’ un mito poiché non conosce la morte, il suo sguardo è vivo, come il suo esempio”.” Affiancata da Christian Mirone e dal tenore Christian Moschettino, con l’apporto degli altri interpreti: Roberta Bonora, Damiano Agresti, Veronica Falcone, Amelia Capuano, Adriana Corso, Marco Gallotti, Stefano Pascucci e Maria Claudia Pesapane ed ancora con i musicisti Vincenzo De Caro alla chitarra, Angelo D’Ambrosio al piano e Denis Citera alla batteria, le coreografie di Laura Zaccaria, i costumi di Concetta Nappi, le scene di Giuseppe Zarbo ed il disegno luci di Christian Mirone, la protagonista Sarah Falanga proverà a portare a termine  una  missione capace, al tempo stesso, di produrre uno spettacolo emozionante ed un sincero  omaggio ad una donna da Oscar.

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di Redazione
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