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Napoli, Teatro Elicantropo, si cerca il rispetto dell'ordine sociale costituito


Napoli, Teatro Elicantropo, si cerca il rispetto dell'ordine sociale costituito
05/12/2010, 13:12

“Si cerca il rispetto dell'ordine sociale costituito” , aggiunge Michel Chossudovsky, economista canadese, dirige il Centre for Research on Globalization ed è professore di economia all'Università di Ottawa. Ha insegnato in numerose università di altri paesi ed ha collaborato a diversi programmi delle Nazioni Unite. Autore di numerose pubblicazioni, è considerato uno dei massimi esperti mondiali in tema di globalizzazione. “La fabbricazione del consenso è la presentazione, all'opinione pubblica, della narrazione principale dei mezzi di comunicazione, delle loro bugie e falsità. Sotto l'illusione del capitalismo attuale, deve prevalere l'illusione della democrazia. E' nell'interesse delle elites corporative accettare il dissenso e la protesta come una caratteristica del sistema nella misura in cui non mettano in pericolo l'ordine sociale costituito. Il proposito non è reprimere il dissenso, al contrario, dar forma e modellare il movimento di protesta, per stabilire i limiti del dissenso. Per mantenere la loro legittimità, le elites economiche favoriscono forme di opposizione limitate e controllate, con il fine di prevenire lo sviluppo di forme radicali di protesta, che potrebbero colpire le fondamenta stesse e le istituzioni del capitalismo globale. In altre parole "la fabbricazione del dissenso" agisce come "una valvola di sicurezza", che protegge e sostiene il nuovo ordine mondiale.” 
Ciò spiega perché, va bene che gli operai protestino, purché lo facciano mantenendo intatto il “sistema”, nell’ambito, cioè, del cosiddetto “ordine democratico”, dunque, tutto ok se lo si fa con i sindacati “costruttivi”, funzionali, cioè, al padronato capitalista, CISL e UIL, guai se si appartiene, invece, alla FIOM, in tal caso, le condanne di eresia, i comportamenti vessatori si sprecano e gli operai, rei di pretendere i loro diritti, la propria dignità, il proprio futuro, la propria vita, sono facinorosi e minano la stabilità economica stessa degli loro compagni di lavoro e del Paese. Gli studenti è giusto che protestino, sono liberi di farlo, ma se lo fanno davanti al Palazzo del Governo, sono dei teppisti che agiscono contro le Istituzioni del Paese. La tecnica collaudata del “sistema” è la seguente: cavalcare il dissenso in nome del diritto democratico ad esprimerlo liberamente, in modo da creare l’illusione della democrazia, poi, screditare il dissenso “reale”, il dissenso “politico” come violento e facinoroso, laddove esso si esprima con conseguente veemenza e fermezza, in modo da poter essere liberi di picchiare in nome del ritorno all’ordine costituito, per la “santa pacificazione borghese”, cui tutti devono concorrere, maggioranza e opposizione, tutti dentro le “sante regole” del “santo capitalismo mondiale”.
Non ci appaia, dunque, tanto fantapolitico supporre, che un fenomeno come “wikileaks”, risponda a tali regole, in modo da costruire l’alibi perfetto per quel “maccartismo digitale”, che lo stesso Assange afferma già in essere, organico al controllo totale dell’informazione, cui aspirano le lobby finanziarie mondiali.  
Addirittura, udite, udite, il signor Chossudovsky, che non pare sia ricercato per “stupro”, ci racconta che:  “Le elites economiche - che controllano grandi fondazioni - sovrintendono anche al finanziamento di numerose organizzazioni non governative e della società civile, che storicamente sono state coinvolte nel movimento di protesta contro l'ordine economico e sociale costituito. I programmi di molte organizzazioni non governative e movimenti popolari dipendono in gran parte tanto dai fondi pubblici, quanto da quelli privati, comprese le fondazioni Ford, Rockefeller, McCarthy e via dicendo. Il movimento No global si oppose a Wall Street e ai giganti del petrolio controllati da Rockefeller e altri. Tuttavia, le fondazioni e organizzazione benefiche di Rockefeller e altri, generosamente hanno fondato reti progressiste anticapitaliste, come pure ecologiste (in opposizione alle grandi compagnie petrolifere) con il fine ultimo di supervisionare e dare forma alle loro diverse attività. I meccanismi di "fabbricazione della dissenso" richiedono un contesto di manipolazione, un processo di pressione e la sottile cooptazione degli individui che stanno nelle organizzazioni progressiste, incluse coalizioni contro la guerra, ambientaliste e il movimento no global. Considerando che i mezzi di comunicazione "fabbricano consenso", la complessa rete delle organizzazioni non governative (compresi segmenti dei media alternativi) è utilizzata dalle Elites corporative per modellare e manipolare il movimento di protesta. Per ironia della sorte, parte degli utili fraudolenti di Wall Street negli ultimi anni sono stati riciclati e dati esentasse a fondazioni e organizzazioni benefiche. Questi insperati utili non solo sono stati utilizzati per corrompere politici, ma sono stati anche indirizzati alle organizzazioni non governative, istituti di ricerca, centri comunitari, gruppi religiosi, ambientalisti, mezzi di comunicazione alternativi, gruppi per i diritti umani, ecc. “La fabbrica del dissenso” funziona anche nel caso di “corporazioni di sinistra” e “mezzi di comunicazione progressista”, finanziati da ONG o direttamente dalle fondazioni. L'obiettivo è la “fabbricazione del dissenso” e la definizione di limiti “politicamente corretti” dell'opposizione.”  
Vuoi vedere che la televisione serve proprio a questo? Meditate “compagnucci della parrocchietta”  sempre pronti alle adunate della “coscienza”  intorno al  “predicatore di turno”.

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di Fabio Iacolare
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