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Napoli, tre giorni dedicati a Giambattista Vico


Napoli, tre giorni dedicati a Giambattista Vico
30/04/2013, 14:15

Una ‘tre giorni’ dedicata a Giambattista Vico in occasione del VI Certame Vichiano, Concorso Nazionale di Filosofia,che comprenderà  un intenso  programma di attività aperte a studenti, cittadini e turisti, tra il complesso dei Girolamini (Via Duomo 114), dove è sepolto Vico e dove si trova la ‘sua‘ biblioteca, il centro antico della città con visita ai tanti luoghi vichiani, con premiazione al borgo di Vatolla (SA). In programma nella giornata inaugurale del 2 maggio anche un lectio magistralis del prof. Biagio de Giovanni (ore 16,30 - complesso del Girolamini).
Il coordinatore del Certame prof. Domenico Bianco  spiega la scelta dei luoghi dell'omaggio,  ricordando che al grande  filosofo fu molto cara la biblioteca dei Girolamini. ‘’Vico favorì anche l’acquisto del Fondo  Valletta, libri preziosissimi di cui lui stesso stabilì il valore in 14mila scudi. Una scelta la nostra  quindi doppiamente simbolica voler promuovere una iniziativa qualificata culturalmente in un luogo violato dal saccheggio che ha riguardato migliaia di rarissimi volumi, alcuni provenienti proprio dal Fondo Valletta, altri originali opere di Vico’’.
Il Certame è  indetto dal Liceo Classico Umberto I di Napoli, Fondazione Giambattista Vico, Dipartimento di Scienze del Patrimonio culturale dell'Università di Salerno, Dipartimento di scienze Giuridiche della Seconda Università di Napoli, Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, Liceo Colombo (Marigliano) con l'adesione dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e il sostegno di Banco di Napoli spa ed altri sponsor privati. L'immagine del Certame 2013 è del maestro Ernesto Tatafiore.
I finalisti , in rappresentanza di 25 scuole del Nord, Centro, Sud e Sicilia con larga adesione dei licei napoletani,sono 80 studenti del penultimo anno degli istituti superiori, tutti hanno superato una preselezione presso le loro scuole d‘origine.
 
Questo il programma della tre giorni, aperta al pubblico.
Giovedi 2 maggio, ore 16,  al complesso dei Girolamini in Via Duomo 144, inaugurazione del Certame, presiede il dirigente scolastico Ennio Ferrara (Liceo Umberto). Alle 16,30 lectio magistralis di Biagio de Giovanni, ‘La storia tra provvidenza e catastrofe’. Intervengono  Vincenzo Pepe, Presidente della Fondazione Vico e il prof. Marco Russo (Università di Salerno).
 Venerdi 3 maggio,  Liceo Umberto in Piazzetta Amendola 6,  Certame (inizio ore 9). Nel pomeriggio, alle ore 16 da Piazza del Gesù partirà una visita illustrata  dal prof. Italo Ferraro nei luoghi vichiani dal titolo ‘Filosofia nei decumani’. Alle 20, nella chiesa di san Gennaro all’Olmo in Via san Gregorio Armeno 35, concerto del quartetto Cimarosa (primo violino Luca Gaeta, secondo violino Andrea Montella, viola Natale Atripaldi,violoncello Annabruna Corrado) musiche di H.Purcell, A.Corelli, Mozart. Interviene Vincenzo Pepe, presidente della Fondazione Vico. Sabato 4 maggio, alle ore 10, presso il Castello Vargas a Vatollla (Sa), cerimonia di premiazione dei vincitori. Intervengono: Vincenzo Paolillo (Sindaco di Perdifumo), Ennio Ferrara, Domenico Bianco,Vincenzo Pepe, Marco Russo (Università di Salerno), Giuseppe Limone (II Università di Napoli),Silvio Perrella.
 
Perché il Certame (note di Domenico Bianco)
Giambattista Vico, il filosofo che ci ha regalato un’altra idea del mondo e della storia, nato all’ombra del Vesuvio nel 1668, continua ad essere poco conosciuto presso il grande pubblico soprattutto perché non insegnato come merita nelle scuole italiane. 
Il Certame Vichiano costituisce il nucleo centrale di un progetto più ampio, denominato Scienza Nuova, volto a promuovere lo studio e la divulgazione dell’opera del filosofo partenopeo Giambattista Vico (1668-1744). Vulcanico e inquieto, Vico è stato un pensatore “inattuale” cioè tanto lontano dalle mode intellettuali quanto capace di parlare agli uomini di ogni epoca.  Non a caso l’esplorazione della dimensione umana alla luce di una nuova idea di cultura, nelle sue più varie manifestazioni, è stato il suo maggior vanto, la cui influenza si è estesa anche al di là della speculazione filosofica. 
La ricchezza della sua opera sta dunque non solo nelle sue teorie ma nella varietà di temi di ricerca che essa ha aperto nelle scienze umane (dalla letteratura alla linguistica, dall’arte alla storia) senza perdere di vista il confronto con le scienze della natura, nel cui segno si apre l’età moderna. Per questo Vico è un autore ampiamente studiato e discusso sia in Italia che all’estero, come dimostrano le numerose traduzioni, la diffusione di centri di studio e le frequenti occasioni di dibattito a lui espressamente dedicate. Ma a questo dato di fatto non corrisponde un’adeguata valorizzazione nelle scuole, dove per varie ragioni Vico viene trascurato se non addirittura ignorato.   
Il Certame Vichiano nacque nel 2006 proprio dall’esigenza di non dissipare un pezzo così eminente della nostra tradizione,  nella consapevolezza che la diffusione presso i più giovani è una tappa essenziale per renderla efficace, vivente. E dove far risorgere Vico, i suoi percorsi materiali e intellettuali, reali e simbolici, meglio che a Napoli? 
Far riscoprire Vico nelle scuole è dunque un contributo importante per appropriarci e dare forza alla nostra storia, per rendere davvero pubblico e produttivo a livello nazionale il patrimonio culturale di cui disponiamo.   
 
Cos'è il Certame
Il Certame ha fin da subito collegato scuola, università ed enti culturali. Esso è infatti sorse  per iniziativa del Liceo Umberto I di Napoli, della Fondazione Premio Napoli, della Fondazione Centro Studi “Giambattista Vico” e dell'Istituto Italiano per gli Filosofici.
In seguito si sono aggiunti il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DISPAC) dell’Università di Salerno, il Dipartimento di Scienze Giuridiche della Seconda Università di Napoli  e il Liceo “Cristoforo Colombo” di Marigliano (NA). Il Certame nel 2012  ha ricevuto, per i suoi meriti in campo culturale ed educativo, l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica .
Nel panorama nazionale il progetto si colloca tra le poche iniziative che intendono promuovere l'eccellenza nello studio delle discipline filosofiche partendo dalla lettura del testo.
Il Certame si propone infatti il semplice ma ambizioso obiettivo di far conoscere la filosofia vichiana nelle scuole italiane, utilizzando fondamentalmente i seguenti strumenti: 

1) Lettura e commento dei testi di Vico. 
2) Inquadramento dell’opera vichiana nella scena culturale del suo tempo. 
3) Confronto dei temi vichiani con tematiche di attualità. 
4) Conferenze e seminari allargati tenuti da studiosi di varia formazione. 
5) Visite guidate nei luoghi dove Vico è vissuto ed ha operato.
 
La prova finale si tiene a Napoli, il 3 maggio, presso il Liceo Umberto, a partire dalle ore 9, con la selezione dei vincitori ad a opera di una commissione di studiosi di comprovata competenza e l'assegnazione dei seguenti premi:  al primo classificato un viaggio in una capitale europea, al secondo e terzo classificato, bonus per acquisto libri e/o prodotti multimediali. Fino al 20esimo posto premi costituiti da libri messi a disposizione dagli organizzatori. L’assegnazione avviene con un cerimonia in presso il Castello Vargas di Vatolla (SA), decisivo e ameno luogo della biografia vichiana. 
Per agevolare la partecipazione nazionale da quest’anno è stata offerta ospitalità gratuita presso l'Ostello della Gioventù di Napoli a tutti gli studenti provenienti da altre regioni.
 
Sul sito ufficiale: www.certamevichiano.it è possibile scaricare le conferenze  già tenute dai professori Prete, Vitiello, Giammattei.
 
 
Alla scoperta della Napoli di Vico nel Centro antico con I.Ferrara
Concorrere alla diffusione del pensiero di Giambattista Vico contribuisce a far conoscere anche le meraviglie del patrimonio storico e artistico di Napoli a testimonianza che esse sono il prodotto dell’intuizione di secoli e secoli di talenti nel campo delle arti, della scienza e della filosofia, frutto di una civiltà propria di questo luogo. 
 
Centinaia di studenti, professori e partecipanti all’iniziativa avranno la possibilità di passeggiare, guidati dal prof. arch. Italo Ferrara (autore dell''Atlante della città storica'), nelle stesse strade che Vico ha percorso quotidianamente in vita. Certo è passato del tempo in cui le mura e le pietre del centro antico hanno digerito più di tre secoli di vita dei suoi abitanti, le botteghe lungo i decumani sono cambiate ma è possibile ancora vedere la casa natia la bottega di librario del padre a Spaccanapoli, dove il filosofo visse con un'interruzione dei 9 anni di Vatolla , fino al 1699. Lì si trova il complesso monumentale di san Gennaro dell’Olmo e la Chiesa di san Biagio Maggiore [ad angolo tra via san Gregorio Armeno e via San Biagio del Librai] dove Vico fu battezzato e dove è sepolto il padre oggi sede della Fondazione Vico. Non lontano, tra via Paladino e via San Marcellino, incontriamo  il Collegio Massimo dei Gesuiti, dove Vico studiò , oggi Biblioteca Universitaria . Sempre nei pressi di fronte ai portici di San Gaetano si può vedere quel che resta della Basilica di Sant'Angelo a Segno dove, nel 1699, Vico sposò Caterina Destito, giovane popolana, bella ma analfabeta, che gli diede ben otto figli. 
 
Nei pressi è possibile visitare il complesso e la Biblioteca dei Girolamini a via dei Tribunali, una tra le più ricche ed  antiche del Mezzogiorno, il cui fondo più importante è costituito dai libri provenienti dalla  ricchissima Biblioteca di Giuseppe Valletta acquistata nel 1727 dai padri oratoriani, su consiglio di Vico, per 14.000 scudi e che comprendeva una ricca collezione di testi giuridici, filosofici, religiosi e letterali del '600 e del '700 .  Luogo frequentato  e caro a Vico e dove nella Chiesa è stato seppellito e dove una lapide ricorda il luogo della sua sepoltura . Infine se ci spingiamo un poco più in là troveremo la sede della Regia Università dove il Filosofo insegnò dal 1699 al  1771 oggi  sede del Museo Archeologico Nazionale.
 
Così pure, in un raggio ristretto, nelle vicinanze del Duomo, si trovano le numerose case che il filosofo abitò con la famiglia, vico Giganti, piazza dei Girolamini, vico  Grotte della Marra, vico delle  Zite, Largo o Gradini dei SS Apostoli dove morì nel 1744.
In queste case, tra lo strepito dei suoi numerosi figli, come lo stesso filosofo ci ricorda, Vico elaborò la sua dottrina scrivendo tra le altre le tre versioni della Scienza Nuova, opera che lo ha reso immortale collocandolo tra i grandi pensatori dell'umanità.
 

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di Redazione
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