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Napulammore è un romanzo di Francesco Cinque


Napulammore è un romanzo di Francesco Cinque
21/02/2011, 14:02

Strade che vanno da Spaccanapoli a san Gregorio Armeno, a Port’Alba. Bancarellari ritardati mentali a Mezzocannone innamorati di bellissime signore partenopee che nemmeno sanno che esistono. La Napoli antica, ma pure quella moderna rappresentata dai social network, dall’incomunicabilità metropolitana, dalle nevrosi che aleggiano nei vicoli moderni. E l’amore, ovviamente. L’amore incredibilmente ingenuo e forse puerile come quello che può sviluppare un disabile vittima dell’ottusa guapparia partenopea che fatica a morire. Oppure la mancanza d’amore che può colpirti in uno di questi vecchi palazzoni spagnoleschi dalle parti della Cappella San Severo, quelli in cui ci trovi ancora appartamenti simili a templi-musei borbonici.

LA QUARTA DI COPERTINA. Giggino è considerato ritardato, però il suo cuore batte forte. Anche se la sua affascinante fidanzata non sa nemmeno che lui esiste, è disposto a uccidere per lei. Annarella cerca la morte in incontri di sesso violento. E’ seguita da un inquietante personaggio che vede solo lei, che è il solo individuo per la cui mano non vorrebbe morire. Carmine soffre di solitudine, forse perché tratta spesso con i numeri primi. Tre storie che si intrecciano in una Napoli notturna pure di giorno, una città in bilico tra il folclore e la tragedia, dove nei vicoli dei quartieri spagnoli, a nord di Mezzocannone e a sud di Spaccanapoli e dei Tribunali, puoi trovare illusioni quante ne vuoi.

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di Redazione
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