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Nasce lo IAL, l’indicatore di attrattività locale dei comuni italiani


Nasce lo IAL, l’indicatore di attrattività locale dei comuni italiani
29/04/2013, 12:30

 

Assirm, in collaborazione con l’Università Bicocca, mette a punto in vista Expo 2015 un ‘Cruscotto socio economico’ per fotografare la competitività locale.

 

Milano, 29 aprile 2013 – Il Centro Studi di Assirm, l’Associazione degli Istituti di ricerche di mercato, sondaggi di opinione e ricerca sociale, in collaborazione con il Prof. Gian Carlo Blangiardo, ordinario di demografia all’Università Bicocca, ha sviluppato uno strumento di misurazione, definito Indicatore di Attrattività Locale (IAL) il cui obiettivo è di consentire la realizzazione di una graduatoria di attrattività dei comuni italiani rispetto al loro livello di benessere e alle potenzialità di sviluppo.

 

A partire da dati disponibili da fonti pubbliche facilmente consultabili (ad esempio quelli provenienti dal Ministero dell’Economia e della Finanza o dall’Istat), lo IAL è in grado di fotografare le caratteristiche economiche, demografiche e sociali di un territorio e valutarne, così, la competitività.

 

Attraverso un “cruscotto socio-economico” formato da 9 indicatori elementari, più un decimo riassuntivo - reddito mediano, divario ricchi/poveri, % obbligo scolastico non conseguito, % possesso diploma, età media popolazione, n. indice variazione popolazione 2006-2010, n. indice variazione famiglie 2006-2010, indice migratorio (attrazione) ed eterogeneità - preso un qualsiasi comune italiano, è quindi possibile descriverlo e misurarne l’attrattività.

 

Ogni mese il Centro Studi Assirm calcolerà lo IAL per almeno dieci comuni italiani, a partire dalla provincia di Milano. L'obiettivo è di arrivare, entro il 2014, ad aver mappato tutti i comuni lombardi, in vista di Expo 2015: i dati progressivamente calcolati verranno resi pubblici e messi a disposizione degli interessati, dallo stesso sito Assirm.

 

L'utilizzo di IAL da parte di enti e di istituzioni può essere sia conoscitivo sia operativo: per esempio, applicandolo a livello di zone di decentramento, un grande comune può individuare le aree su cui orientare gli investimenti strutturali, per aumentarne la competitività. Dal modello realizzato per la città di Milano emerge che l’indice migratorio (attrattività per gli stranieri) si attesta a 28,26 su 100, mentre quello dell’intera Regione si ferma a 10,7. Il capoluogo si conferma così come città più attrattiva della Lombardia raggiungendo un indice totale di attrattività che si attesta a 1,41 contro lo 0,82 raggiunto dalla Regione.

 

“Il Centro Studi e Formazione Assirm - dichiara Umberto Ripamonti, Presidente Assirm - prendendo spunto dal paradosso globale della nostra epoca evidenziato dal futurologo John Naisbitt secondo il quale più si diffonde la globalizzazione, più contano i singoli territori, ha elaborato un agile strumento per misurare la capacità attrattiva dei singoli territori, a partire dal livello amministrativo comunale”.Lo IAL – continua Ripamonti - è uno strumento che aiuta a comprendere le caratteristiche di un territorio e valutarne la competitività, in un momento in cui la competitività è la verasfida con cui si devono confrontare tutti i territori”.

 

 “L’obiettivo dello IAL – aggiunge Alessandro Amadori, Direttore del Centro Studi Assirm - è quello di costruire una graduatoria di attrattività dei comuni italiani, rispetto al loro livello di benessere e alle potenzialità di sviluppo che possiedono e mappare così i comuni virtuosi che possano fungere da esempio per il resto del Paese in un contesto difficile come quello che stiamo attraversando”.

 

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di Redazione
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