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Nelle “botteghe di casa” si fanno i migliori “affari esentasse”


Nelle “botteghe di casa” si fanno i migliori “affari esentasse”
19/03/2013, 14:01

Irpinia – Con la crisi sempre più crescente, si guarda al passato e a quei mestieri dimenticati soprattutto dai giovani. Il ciabattino diventa così, una figura quasi da “museo”. In un raggio di 100 km nella Valle dell’Ufita, e come in altre aree dell’Irpinia, possiamo contarli sulle dita di una mano. La crisi però ha fatto crescere la domanda, alla quale manca un’adeguata offerta. In questa anomalia tipicamente italiana, qualche “furbacchione di turno” si è inserito con grande successo.

Il fenomeno sta attecchendo soprattutto nel sud, con picchi alti In provincia di Avellino e Benevento. Nell’ultimo anno, nei piccoli comuni dell’Irpinia hanno preso piede le “botteghe di casa” dove, molti emigranti ritornati nel paese d’origine a causa della crisi, hanno rispolverato vecchie reminiscenze lavorative. Molti italiani rientrati dalla Svizzera, Germania, Belgio, America  hanno ripreso gli attrezzi di un mestiere, che da ragazzi, prima di emigrare, avevano appreso presso le botteghe degli artigiani locali: ciabattini, calzolai, maniscalchi ecc.

All’epoca si guadagnava qualche lira, necessaria per sbarcare il lunario, oggi saper fare un vecchio mestiere è diventato una “cucca” soprattutto se il lavoro viene svolto in “nero” come accade nella maggior parte dei casi. Pochi attrezzi in vista, che giustificherebbero nella voce “hobby” un eventuale controllo da parte degli organi preposti; molti ritiri e consegne a domicilio con pagamenti esclusivi in contanti. Un ritorno al passato nei mestieri e nei modi, a discapito di chi, invece, deve chiudere bottega a causa di una pressione fiscale opprimente. Pochi euri d’investimento, bastano per procurarsi colla, gomma, cuoio e qualche vecchio attrezzo comprato al ribasso nei mercatini dell’usato. Non occorre un grande capitale, basta sapersi arrangiare e conoscere un po’ il mestiere, tutto il resto è free: la pubblicità del passaparola che circola in paese; le buste riciclate; licenze, oneri e tasse e balzelli vari. Un fenomeno in crescendo che secondo indiscrezioni, si è intensificato a Sturno, Gesualdo, Grottaminarda, Melito Irpino, Frigento ed in molto altri paesi dell’Alta Irpinia. 

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di Redazione
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