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Rap vincitore del concorso "Uniti nei valori" della Polizia

"Non baciamo le mani" se i giovani continuano a cantare


'Non baciamo le mani' se i giovani continuano a cantare
17/04/2011, 12:04

Tommaso Rosato di Formia (Latina) e Mario Casale di Cellole (Caserta) sono i due ragazzi che hanno scritto e interpretato il rap vincitore del concorso legato alla manifestazione "Uniti nei valori", che la Polizia di Stato organizza annualmente per promuovere nei giovani i principi della legalità e della sicurezza.
Entrambi diciassettenni, i rapper frequentano il liceo scientifico "Leon Battista Alberti" di Marina di Minturno in provincia di Latina.
Abbiamo incontrato questi ragazzi per sapere cosa li ha spinti a realizzare questo progetto e come è nata la canzone "Non baciamo le mani", che ha superato, per musica e parole, i tanti testi arrivati negli uffici delle Relazioni esterne della Polizia di Stato.
Ancora stupiti per la vittoria ci dicono "Abbiamo realizzato il pezzo in tre giorni musica e parole sono nate quasi all'improvviso". Ancora più stupiti i genitori che a casa pensano ad uno scherzo dei loro figli quasi la musica fosse solo un gioco.
Ma un gioco non è: infatti Tommaso e Mario sono appassionati di musica sin da piccoli, hanno iniziato a suonare in un gruppo della provincia e a interessarsi contemporaneamente ai temi della legalità e della criminalità.
La loro canzone tratta di argomenti forti e molto sentiti dai ragazzi. "Quello delle infiltrazioni mafiose e di come la mafia gestisce le attività illecite è un tema molto importante per noi", dice Tommaso, autore e interprete della canzone. "Sono stato attirato dalle tematiche della legalità dopo aver letto 'Gomorra', il libro di Roberto Saviano, e ho voluto manifestare tutta la mia rabbia attraverso il testo di questo motivo".
Anche Mario, colui che ha prodotto la musica del rap vincente, è un ragazzo semplice e schietto che ama la musica e spera di poter continuare anche da "grande" a fare questo mestiere. "Noi viviamo in un contesto particolare, difficile da vivere, è una zona di confine tra Lazio e Campania e la mano della Camorra è tangibile. Con questo rap vogliamo far sentire la nostra voce e dire no alla mafia e un futuro libero".
E già dal titolo "Non baciamo le mani" esce fuori la volontà di questi ragazzi di non piegarsi all'omertà che impone la mafia e, come dice il ritornello: "noi ora alziamo le mani contro l'illegalità che ci rende schiavi".

Fonte: Polizia di Stato

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di Redazione
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