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Nudità, secondo quadro: La Metamorfosi del Trittico dello spaesamento di Roberta Nicolai,


Nudità, secondo quadro: La Metamorfosi del Trittico dello spaesamento di Roberta Nicolai,
08/10/2012, 15:30

Il  9 ottobre debutta al Festival MOVIMENTALE in ANTEPRIMA NAZIONALE, Nudità, secondo quadro: La Metamorfosi del Trittico dello spaesamento di Roberta Nicolai, prodotto da hikari produzioni, co-prodotto da triangolo scaleno teatro in collaborazione con Kollatino Underground.

Gli interpreti sono quattro: padre, madre, figlio, figlia. La famiglia, un unico organismo complesso fatto di un archivio che si è costruito al tempo delle origini, negli archetipi e che si compone di gesti, memoria, abitudini, lessico, sentimenti. Ognuno è figlio e padre, figlia e madre. I confini individuali sono continuamente in costruzione e il tempo ha un andamento non lineare, i vecchi sono i figli di genitori adolescenti. Nella casa avviene un solo evento. Il figlio si ammala, poi muore. Quando uno dei componenti di una famiglia si ammala, tutta la famiglia si ammala e per continuare a vivere si trasforma, si adatta, si cura, ricorda e combatte. Affronta e si confronta con la più difficile delle crisi personali.

Lo spettacolo, ispirato all’omonimo libro del filosofo Giorgio Agamben, indaga lo stato della creatura messa a confronto con la sua possibilità di esistenza e l’identità personale all’interno dei legami familiari.

La trasparenza del testo filosofico è, in questo secondo quadro, con La Metamorfosi di Kafka,  luogo narrativo e uno dei livelli della scena. Le  pagine che seguono il più famoso incipit della letteratura del Novecento, non sono che il ritardo, lo spreco che ci separa dall’inevitabile conclusione. E tale spreco è la condizione della creatura, la sua finitezza, la sua possibilità, il suo dialogo con la vita.

Il tempo, materia del racconto e dello spettacolo, diviene circolare, fine e inizio dell’azione si avvolgono l’una sull’altro. Tale circolarità si riflette nel dispositivo della famiglia, del ricordo comune, dell’identità individuale che si costruisce all’interno delle dinamiche relazionali e affettive. Il cardine su cui tutto gira è il cuore, organo enigmatico in cui tempo e spazio si dilatano, si centrano e si avvolgono.

 

La famiglia è un linguaggio, una partitura fisica governata interamente da metafore. Questo è il testo. A tratti coincide con le parole ma quasi sempre scorre silenzioso nei gesti. Il testo è lo stesso per tutti ma il processo, la vita, è individuale, diversa in ognuno. I gesti si ripetono. Poi rimpiccioliscono. Nel gesto piccolo il contatto di ognuno con il proprio corpo si fa profondo, discende in verticale nel tempo. E quel punto è così sensibile che lì ognuno non è più solo se stesso, è anche suo padre e sua madre e suoi fratelli. È archivio vivente. Lì c’è una possibile salvezza e allo stesso tempo la percezione di sé come l’insalvabile, come pura corporeità, denudamento della pura funzionalità del corpo. La Metamorfosi di Kafka è il luogo narrativo della scena, la materia in cui le due sunan di Dio, la creazione e la redenzione, denunciano il loro scollegamento e l’impossibilità della salvezza corrompe la creazione. Di fronte a tale spettacolo l’angelo Iblis, che ha occhi soltanto per la creazione, non può che piangere l’inutile spreco. È una soglia, un punto esatto, del Trittico e di ogni corpo. Banalmente si potrebbe chiamarlo cuore.

Roberta Nicolai

 

www.tritticodellospaesamento.it

Note di regia, schede artistiche, immagini dei tre quadri del trittico, PROFANAZIONI (Il Minotauro) NUDITA’ (La Metamorfosi) L’UOMO SENZA CONTENUTO (L’infanzia di un capo) ed il forum. Entrare nel forum è accedere al work in progress per la realizzazione del lavoro, grazie a frammenti video, commenti, registrazioni e scatti in diretta dalla sala prove e vuole stimolare suggestioni, sensazioni, da condividere prima e dopo la visione.

 

Il 3° quadro del Trittico dello spaesamento, L’UOMO SENZA CONTENUTO, ispirato all’omologo testo di Agamben in trasparenza con Infanzia di un capo di Sartre, ha vinto il premio di produzione della Fondazione Campania Spettacolo e debutterà a giugno 2013 al Napoli Teatro Festival sezione Fringe.

 

Roberta Nicolai. Drammaturga, regista e direttore artistico. Dirige il triangolo scaleno teatro di Roma. Al lavoro di creazione personale (spettacoli, anno e luogo del debutto: Orlando furioso 2001, Sala Umberto, Roma; Circus Kafka Show 2003, Teatro Furio Camillo, Roma; Il castello 2004 Palladium, Roma; un altro Calderón 2007 Teatro Vascello, Roma; anima 2009, Teatro Furio Camillo e Palladium, Roma; Profanazioni 2010, Romaeuropafestival 2010, Cantieri Temps d’Images, Roma), dal 2005, affianca la cura e la realizzazione di progetti dedicati alla scena contemporanea:  teatrinvisibili (monitoraggio e convegno 2005/06), Teatri di Vetro festival delle arti sceniche contemporanee (cinque edizioni dal 2007 al 2011), OFFicINa, Cantiere di creatività contemporanea della Regione Lazio (vincitore per due bienni: 2008/09 e 2010/11 del bando Officine culturali della Regione Lazio).  Nel 2011 vince il premio Kilowatt-Ubulibri come migliore giovane curatore della scena contemporanea per essersi distinta per la qualità del proprio lavoro, per le idee messe in campo e per la forza della propria proposta artistica. Laureata in filosofia. Dopo una formazione artistica basata sulla pluralità degli insegnanti e degli insegnamenti, lavora presso compagnie teatrali e fa esperienza di pratiche di teatro in luoghi non convenzionali. Sperimenta continuativamente la didattica teatrale all’interno della propria compagnia e in contesti diversi: in campi rom, in Africa, dal 1990 al 2008 in moltissime scuole del territorio di Roma. E’ docente di recitazione presso il Centro Internazionale La Cometa dal 1998 al 2003 e il Centro Sperimentale di Cinematografia nel 2003. 

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di Redazione
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