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Assistenza e supporto alle donne vittime di violenza

Nuovo sportello antiviolenza a Venafro gestito dall'Associazione "Tutela i tuoi diritti"


Nuovo sportello antiviolenza a Venafro gestito dall'Associazione 'Tutela i tuoi diritti'
29/07/2019, 18:40

A Venafro la nuova apertura per il mese di settembre di uno sportello per l’assistenza e il supporto delle donne vittime di violenza che verrà gestito dall’Associazione “Tutela i tuoi diritti” da anni operante sia nel territorio molisano sia nel basso Lazio. L'iniziativa è stata fortemente voluta e seguita dall'Assessore alle Politiche Sociali Angelamaria Tommasone
Presso lo sportello antiviolenza di Venafro le utenti troveranno, a titolo gratuito, un team di professioniste (avvocate, psicologhe con formazione specifica sul tema della violenza di genere) tra cui l’Avvocato Roberta De Feo, civilista e l’Avvocato Maria Luisa Casale, penalista.
L' Associazione "Tutela i tuoi diritti" offrirà servizi quali l’ascolto e sostegno telefonico, accoglienza, colloqui preliminari e incontri finalizzati all’individuazione dei bisogni di primo intervento volti ad elaborare un percorso individuale di accompagnamento mediante un progetto personalizzato di uscita dalla violenza, consulenza ed assistenza legale, assistenza psicologica.
Lo sportello è ubicato presso i locali in piazza Merola. L' iniziativa, frutto dell’attenzione delle istituzioni nei confronti del delicato tema della violenza di genere, è particolarmente sentito a seguito dell’approvazione del DDL n. 1200/2019 che prevede il cosiddetto “Codice Rosso”.
L' intervento legislativo ha apportato importanti novità a sostegno delle donne vittima di violenza quali indagini più veloci, pene più severe per i reati di stalking e violenza sessuale, l’introduzione di nuovi titoli di reato quali il 613 ter riguardante il cosiddetto “revenge porn” e il 583 quinquies che riguarda il reato di deformazione della persona mediante lesioni permanenti al volto. L’Associazione “Tutela i tuoi diritti” ed il Comune auspicano che presto tale normativa venga integrata con norme più severe riguardanti le misure cautelari, atteso che spesso è proprio il periodo precedente alla conclusione del procedimento penale quello più pericoloso per la vittima di violenza, sempre a rischio se il maltrattante non è in misura custodiale in carcere.

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di Marina De Feo
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