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‘O Sole, ‘a Luna, ‘e Stelle. ‘E Tarocchi Napulitani


‘O Sole, ‘a Luna, ‘e Stelle. ‘E Tarocchi Napulitani
26/04/2012, 15:04

Debutta a Napoli, dal 2 maggio 2012, nella Casina Pompeiana di Palazzo Venezia (via Benedetto Croce, 19) lo spettacolo
‘O Sole, ‘a Luna, ‘e Stelle. ‘E Tarocchi Napulitani
di Giuseppe De Chiara, musiche di Stefano Busiello, con Giuseppe De Chiara, Carlotta De Caro, Angelo O Capitano Picone, Enzo De Simone.
Lo spettacolo consiste in un’antologia teatrale di un più vasto progetto drammaturgico sui 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi.
I Tarocchi sono antiche carte usate per predire il futuro e sono divise in arcani maggiori in numero di 22 ed arcani minori in numero di 56; gli arcani sono le varie tipologie di queste carte divinatorie. 
Circa diciassette anni fa- ci racconta Giuseppe De Chiara, ideatore del progetto ed autore di ogni singolo arcano - fui stregato, e ancora lo sono, da “I Tarocchi” di Oswald Wirth, in quanto vidi in essi un esoterismo filosofico che parla con le immagini. Pensai che avrei dovuto portarli a teatro. Ma non sapevo come. Fino a quando non sono riuscito a trovare la chiave di volta che mi permettesse di realizzare tutto ciò: la narrazione. Mi accorsi che ci sono delle trame, che traducono in senso narrativo il significato esoterico di un determinato Arcano.
Ciascuno dei 22 Arcani Maggiori si trasforma in un archetipo narrativo, che non resta un’idea platonica ma si traduce in un’opera teatrale in versi, in prosa e in parti cantate. Le musiche originali sono di Stefano Busiello, responsabile della parte musicale del progetto.
In questo spettacolo sarà rappresentata una parte dei 22 gli Arcani Maggiori: da ognuno o da alcuni di questi si estrapoleranno dei monologhi, delle situazioni drammaturgiche, in uno spettacolo che andrà dalla rappresentazione diretta alla lettura drammatizzata.
Le trame - ci dice sempre l’autore -non sono state da me inventate ma solo individuate con un lungo lavoro di ricerca, per mettere ancor di più in evidenza il valore archetipico dell’Arcano in questione. L’originalità autoriale è consistita nell’aver riadattato in forma drammaturgica le storie che man mano ritrovavo.
Ma perché proprio l’esoterismo per raccontare Napoli?
Napoli è una città che non può essere solo compresa con le scienze ortodosse ma occorrono gli strumenti conoscitivi delle scienze “eretiche” come l’antropologia, l’etnologia, la psicanalisi junghiana, il simbolismo e l’esoterismo. Queste ci mostrano, senza appiattirle ma facendocele vivere, le enormi contraddizioni di una città come Napoli che attraverso il mondo pagano senza soluzione di continuità giunge al mondo cristiano e cattolico controriformato e massonico e infine al mondo post-industriale senza negare il suo passato ma stratificandolo dentro se stessa, in virtù del culto agli infiniti volti della dea madre che riesce sempre a trasformare la morte in vita o a viverle entrambe.
Lo spettacolo ha una doppia valenza: vuole presentarsi sia come spettacolo autonomo che come spettacolo propedeutico e vuole fare da battistrada all’intero progetto drammaturgico sui 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi, che è poi anche un progetto seriale. Per serialità non si intende però dipendenza tra l’uno e l’altro Arcano. Ogni Arcano Maggiore diventa una storia a sé stante che, se pure facente parte di un progetto più ampio, può essere però fruito o gustato come opera a sé.

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di Redazione
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