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Occultate opere in un museo di arte contemporanea



Occultate opere in un museo di arte contemporanea
28/02/2012, 13:02

Il Museo CAM di Casoria, dalle ore 19.00 del 2 marzo 2012, riconosciuta l’impossibilità di assicurare gli standard minimi di conservazione, fruizione, valorizzazione e promozione delle opere della sua collezione permanente, per mancanza di sostegno sociale, politico ed economico, ha provveduto ad oscurare tutte le opere esposte e a mostrarne solo le riproduzioni in fotocopia.

Al CAM, che assicurerà comunque l’apertura al pubblico e la regolare programmazione artistica e didattica, i visitatori non potranno più ammirare la collezione internazionale del museo se non attraverso delle fotocopie, così come a molti altri spazi in Italia ed in Europa viene negata l’opportunità di rendere fruibile la cultura.

Contemporaneamente all’apertura al pubblico delle sale del museo con le opere in fotocopia è stata distrutta l’opera di Antonio Manfredi presentata alla 54° Biennale di Venezia. Il gesto di protesta equivale alla cancellazione totale di un’opera d’arte come atto di ribellione per l’impossibilità di sopravvivenza della cultura nelle attuali condizioni socio-politiche (http://www.youtube.com/watch?v=6kyPBo8Vdak&feature=share).

In una società dove tutto è Merchandising, Benefit, Marketing; dove banche, lobbies economiche e finanziarie governano e monopolizzano i mercati; dove i governi sono latitanti, impotenti o collusi; dove la cultura e la ricerca scientifica sembrano essere divenuti pesi insostenibili per le economie in tempo di recessione, CAMouflage_Fotocopie per una rivoluzione culturale è la protesta dell’arte per una battaglia di civiltà ed il CAM, presidio territoriale in terra di camorra, dice basta e lancia la sua sfida, diventando il luogo della provocazione.




Per l’occasione sono state inviate al Presidente della Commissione Cultura del Parlamento Europeo, Doris Pack, al Ministro italiano per i Beni e le Attività Culturali, Lorenzo Ornaghi, al Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, e al Sindaco della Città di Casoria, Vincenzo Carfora, le fotocopie delle 1.000 opere in collezione permanente del museo CAM che sostituiranno le opere originali.




Dichiarazione di Antonio Manfredi, direttore del CAM




"Nel febbraio 2011 partì la mia richiesta di asilo politico-culturale alla Germania; la notizia suscitò scalpore in tutto il mondo: sembrava impossibile che un bene comune come una collezione museale fosse abbandonata a sè stessa. Dopo esattamente un anno le condizioni della cultura sembrano peggiorate. Parlo della chiusura di spazi italiani e internazionali per l'arte, per il cinema e per il teatro, parlo dell'impossibilità di una sopravvivenza di tali luoghi durante una profonda crisi economica. Perchè proprio la cultura deve subire le prime falciate economiche? Perchè una ricchezza che ha valore morale inestimabile, che eleva lo spirito, lo migliora e lo sensibilizza, viene penalizzata in prima istanza? CAMouflage mostra che esiste una collezione d'arte, quella del CAM, frutto di anni di lavoro e di ricerca, che viene occultata, nascosta e sostituita da fotocopie. È sconcertante lo spettacolo del museo di Casoria totalmente privo di colore, senza la visione delle opere che sono la vita di uno spazio espositivo. Abbiamo coperto tutto, la collezione c'è ma non si vede. Qual è la differenza? Cosa si prova dinanzi ad una privazione? Quello che stanno subendo tutti gli addetti al settore e gli amanti della cultura: dolore e rabbia. Ecco allora anche un sacrificio estremo come segnale personale. È stata distrutta la mia opera che ho presentato a Berlino, al Tacheles, uno degli spazi che sta subendo una chiusura forzata per motivi economici, e che poi è arrivata a Venezia in occasione della 54. Biennale internazionale d'arte al Padiglione Italia. Abbandonare delle opere d'arte equivale a distruggerle ma spero vivamente che la collezione del CAM riesca ad essere salvaguardata da tale epilogo tragico."

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di Redazione
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