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Omaggio a Lucio Dalla: Castellammare ricorda il grande artista bolognese


Omaggio a Lucio Dalla:  Castellammare ricorda il grande artista bolognese
28/02/2013, 16:08

Castellammare ricorda Lucio Dalla, ad un anno dalla scomparsa dell’artista bolognese, avvenuta il 1° marzo 2012, con un grande evento musicale «che non vuol essere la celebrazione di una morte, ma il festeggiamento di un compleanno». Domenica 3 marzo, alle ore 20.00, al teatro “Supercinema” alcuni dei pezzi più belli e famosi del cantautore saranno riletti in chiave jazz da una formazione d’eccezione composta da Aldo Vigorito (contrabbasso), Daniele Scannapieco (sax tenore), Pierpaolo Bisogno (vibrafono e percussioni), Francesca Sortino (voce), Guglielmo Guglielmi (pianoforte), Sandro Deidda (sax soprano) e Francesco D’Errico (pianoforte) che interpreteranno le canzoni che hanno reso Dalla indimenticabile: da “L’anno che verrà” a “Piazza grande”, da “Attenti al lupo” a “Caruso”, da “4 marzo1943” a “Come è profondo il mare”. nel corso della serata si terrà anchela Iedizione del Premio “Lucio Dalla – Città di Castellammare di Stabia” che sarà assegnato alla classe di canto jazz del Conservatorio “Martucci” di Salerno. Il premio è stato realizzato e offerto dal maestro Antonio Gargiulo. «Si è pensato – spiegano gli organizzatori – che era doveroso da parte della città di Castellammare di Stabia rendere omaggio ad un artista come Dalla. La città era particolarmente amata e frequentata dal grande Lucio, dove aveva tanti amici con cui trascorreva le serate a bordo della sua barca, che aveva trasformato in un vero e proprio studio di registrazione, ormeggiata presso il porto di Marina di Stabia». Come ogni estate Dalla solcava il Mediterraneo sulla barca, dalla Sicilia a Sorrento e Capri. Qualcuno, però, gli aveva parlato di Castellammare. Qualcun altro lo ha portato in giro a scoprirne le bellezze nascoste. E per Lucio, che già conosceva il teatro di Viviani e di Ruccello, fu un’illuminazione. Tanto che una volta ebbe a dire: «Vorrei chiedervi il permesso di considerami uno di voi, di essere anche io, come voi, un figlio di questa città: voglio essere un cittadino di Stabia».

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di Redazione
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