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Omaggio a Lucio Dalla del prof. Giuseppe Limone


Omaggio a Lucio Dalla del prof. Giuseppe Limone
04/03/2013, 10:51

Giuseppe Limone è  Professore Ordinario  di Filosofia del Diritto e della politica  e della Filosofia delle Scienze  Sociali pressola seconda Universitàdegli Studi di Napoli. Studioso di simbolica delle forme culturali si è occupato, frequentemente con molteplici saggi di temi estetici e religiosi, calibrando qualità ideali e testuali ed elucidandone la caratura filosofica. Ha scritto saggi di critica letteraria ed è tra i fondatori di un Centro Interuniversitario Europeo di Studi sulla Simbolica . Dirige la collana "L'era di Antigone" ed ha fondato la rivista "Persona" . E' recentissima la sua nuova produzione lirica L'Angelo Sulle Città che ha ricevuto ancora una volta  un meritatissimo riconoscimento da illustri autori contemporanei ,evidenziando il suo contributo teoretico al personalismo europeo. 

Omaggio a Lucio Dalla del prof. Giuseppe Limone in occasione del 70° compleanno di uno dei cantautori che hanno promosso la musica italiana nel mondo.

 

 

LUCIO DALLA

A Lucio Dalla, partito all’improvviso per il viaggio più lungo.

 
Credo che l’anima tua fosse acqua blu mare,

figlia di marinai dal cuore bianco,

colmi di sole, innamorati della libertà.

Credo che l’anima tua fosse

acerba colomba,

verde letizia, onda di rondini

popolata di portici e di voci, come la tua

Bologna, come la tua piazza grande, dove 

di gola in gola corre carica la vita, dove

di notte si radunano le stelle, dove

mai può perdersi un bambino,

dove si arrampica in più vie la verità.

Credo che l’anima tua fosse

incatenata

al cuore del cantore senza fine

stremato in braccia all’ultimo suo amore

dall’alto di una notte in faccia a un mare

di perla nel tempo della fine

come in un urlo perduto in un perdono.

Fummo tutti figli del tuo onore

pirata,

del tuo silenzio erotico a una stella. Ora

che parti, ricordaci la tua

lettera all’amico,

l’anniversaria speranza che ogni volta,

nel conservarci all’attendere, è vera.

Lasci il tuo corpo come

il carcerato in cella in riva al mare, che

in una sconosciuta alla finestra

amava una Maria e la libertà.

Credo che l’anima tua sia acqua di sole,

angelo che torna nella sua

Bologna, fra le lacrime nostre,

fra i residui di noi che fummo

queste attese di sogni, fecondati

dal tuo cuore venuto un dì dal mare

a lasciare per noi

sopra un fazzoletto di canti

nell’ora più dolce

questo desiderio di te, questo morso del tuo nome,

restato a riva naufrago per sempre

nella cantina dei giorni

nostri come un bimbo abbandonato.

 

Napoli, 4 marzo 2012
Giuseppe Limone



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di Redazione
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