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“Omaggio ad Annibale Ruccello”, trittico di appuntamenti alla Sala Teatro “Luca Barba”


“Omaggio ad Annibale Ruccello”, trittico di appuntamenti alla Sala Teatro “Luca Barba”
05/04/2013, 16:18

La Sala Teatro Comunale “Luca Barba” di Cava de’ Tirreni (Sa), in collaborazione con il Teatro delle Botteghelle, la Compagnia Fuori Tempo ed il Consorzio Cava Centro Commerciale Naturale, presenta “Omaggio ad Annibale Ruccello”, rassegna teatrale in onore dell’attore e regista stabiese. Il 13, il 21 ed il 27 aprile le date in calendario. Durante le serate in cartellone prevista la possibilità di gustare un aperitivo o di cenare presso i locali aderenti al Centro Commerciale Naturale

 
Tre rappresentazioni teatrali per ricordare la grande figura di Annibale Ruccello: andranno in scena dal 13 al 27 aprile, presso la Sala Teatro Comunale “Luca Barba” di Cava de’ Tirreni (Sa), gli spettacoli dedicati alla figura del compianto attore e regista originario di Castellammare di Stabia. Organizzata dalla Sala Teatro Comunale “Luca Barba”, in collaborazione con il Teatro delle Botteghelle, la Compagnia Fuori Tempo ed il Consorzio Cava Centro Commerciale Naturale, la rassegna dal titolo “Omaggio ad Annibale Ruccello” vedrà attori professionisti portare in scena alcune tra le sue principali pièce teatrali.

Si partirà sabato 13 aprile con “Traccia di Mamma” (ore 21.00) a cura del Teatro delle Botteghelle, con la regia di Antonello De Rosa. Lo spettacolo racconta il lento ed implacabile tormento di una donna smarrita nel labirinto della sua mente offuscata. Una donna alla deriva, schiacciata dalla follia e dalla memoria, da ricordi spesso abbaglianti, dal dolore di una perdita assurda e maledetta, affaticata da un ruolo e da una vocazione, da un’allucinazione che crede vera e reale ed in cui continuamente si perde.

Domenica 21 aprile sarà, invece, la volta di “Le cinque rose di Jennifer” (ore 20.00), sempre a cura del Teatro delle Botteghelle e con la regia di Antonello De Rosa. L’opera fu rappresentata per la prima volta nel 1980 e rappresentò l’esordio dell’allora ventiquattrenne Annibale Ruccello, che in quella circostanza interpretò il ruolo del protagonista. Jennifer è un’ombra leggera ed incerta sulla linea sottile che divide il femminile dal maschile, continuamente alla ricerca di sé, della sua sessualità, della sua natura di uomo, della sua verità di donna. Jennifer vive tra il sogno e la realtà, come sospesa, appesa al tenue filo della speranza di poter vivere una passione, aggrappata all’illusione di avere qualcuno che la ami per quella che è, né uomo né donna veramente, ma uomo e donna contemporaneamente.

Il gran finale si vivrà sabato 27 aprile con “Ferdinando” (ore 21.00) a cura della Compagnia Fuori Tempo e con la regia di Geltrude Barba. Opera vincitrice del premio IDI sia nel 1985 come testo teatrale, sia nel 1986 come miglior messa in scena, “Ferdinando” è da molti considerato come il capolavoro del regista stabiese. Sul palco del Teatro “Luca Barba” a vestire i panni di “Donna Clotilde” sarà Geltrude Barba, mentre i ruoli di “Gesualda”, “Don Catellino” e “Ferdinando” saranno rispettivamente interpretati da Carolina Damiani, Antonio Coppola e Pietro Paolo Parisi.

Siamo nell’agosto del 1870. Donna Clotilde, baronessa borbonica, si è rifugiata in una villa, scegliendo l’isolamento come segno di disprezzo per la nuova cultura “piccolo borghese” che si va affermando dopo l’unificazione d’Italia. Il Regno delle Due Sicilie è appena caduto. È con lei una cugina povera, Donna Gesualda, che svolge l’ambiguo ruolo di infermiera/carceriera. I giorni trascorrono uguali, tra pasticche, acque termali, farmaci vari e colloqui con il parroco del paese, Don Catellino, un prete coinvolto in intrallazzi politici. Nulla sembra poter cambiare il corso degli eventi, finché non arriva Ferdinando, un giovane nipote di Donna Clotilde, dalla bellezza “morbosa e strisciante”. Sarà lui a gettare lo scompiglio nella casa, a mettere a nudo contraddizioni, a disseppellire scomode verità ed a spingere un intreccio apparentemente immutabile verso un inarrestabile degrado.

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di Redazione
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