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Sei giovani artisti dipingono il concetto del Tempo

Opere alla galleria Mimart per il Napoli Teatro Festival


Opere alla galleria Mimart per il Napoli Teatro Festival
25/05/2010, 09:05

NAPOLI - Le variopinte e molteplici suggestioni del Napoli Teatro Festival 2010 spingono a riflettere ed a considerare l’universalità di un concetto, un simbolo, un rito ed una “presenza” che si ritrovano identificate in tutto il mondo con il Tempo. E non è un caso quindi se nell'ambito delle iniziative promosse dallo stesso Napoli Teatro Festival, venerdì 4 Giugno 2010 alle 18, presso la galleria Mimart in via Francesco Solimena n°50, Vomero (angolo via Bernini), si terrà l’inaugurazione della mostra collettiva di quadri INteaTROSPEZIONI, aperta fino al 30 Giugno, che vedrà presenti sei giovani artisti alle prese con ogni possibile sfaccettatura del significato della parola e del concetto del Tempo.

Ornella De Martinis, Mario Picca, Maria Bellucci, Pasqualina Caiazzo, Mimmomaria, Luigi Calì presenteranno opere di linguaggio e tecnica diversi, spaziando dall’informale al concettuale, realizzate appositamente per l’occasione.

Muovendoci lungo questa galleria di immagini da attraversare in maniera del tutto personale, senza una serialità o una consequenzialità prestabilite, scopriremo tramite lo sguardo di Mario Picca le brevi messe in scena che prendono vita in diversi luoghi d'attesa (fermate del bus, uffici pubblici, stazioni...) dove “la gente interrompe per forza lo scorrere del proprio tempo urbano”, piuttosto che le riflessioni sulla triade hegeliana Nascita-Morte-Resurrezione che si è incarnata nel mito di Partenope (e dei suoi occasionali aiutanti Cautes e Cautopates), mito trasversale per eccellenza vista la sua presenza anche in Brasile, Irlanda e Madagascar, proposte da Luigi Calì.

Sulla scia del lavoro di J.C.Zagal, autore e regista dello spettacolo “L’uomo che dava da bere alle farfalle”, Ornella De Martinis ha scelto come elemento ispiratore del proprio lavoro il tema del “viaggio nelle possibilità della mente”. Lo specchio, vero e proprio strumento di conoscenza, apre un passaggio verso una nuova visione della realtà, dello spazio e del tempo, offrendo quindi ulteriori possibilità fino a diventare una “promessa d’infinito”. Anche per Pasqualina Caiazzo l’ispirazione del viaggio ha assunto un ruolo molto importante: come metafora della vita e percorso introspettivo espresso tramite un’opera figurativa, tridimensionale, di matrice concettuale dove la stessa tecnica di sovrapposizione di oggetti diviene elemento significante, legandosi al concetto di densità e stratificazione del senso. Si tratta di un lavoro intimo che racconta la vita come viaggio tra realtà e surrealtà, apparenza ed essenza, concretezza e sogno tenendo sempre a mente che ciascuno deve ricercare nella sua vita interiore e nella capacità d’immedesimazione una possibile risposta alle proprie attese.

Interscambio, ambiguità, diversità di ieri ed oggi, queste sono le parole chiave per esprimere il lavoro di Maria Bellucci, con il quale l’artista intende mettere in luce ciò che lei stessa definisce come la nuvola della società, dei divieti, del potere familiare, degli eterni pregiudizi: nera, opprimente, pesante, incombente.

Molto originale infine l’approccio di Mimmomaria, che propone la lettura di sei eventi attraverso le tre fasi temporali dell’attesa (Before), dello svolgimento (During) e dell’epilogo (After). I sei eventi riguardano momenti unici o consueti del vivere quotidiano, quali una partita di calcio, il capodanno, il viaggio, il traffico automobilistico, un colloquio di lavoro, un intervento in ospedale.

La galleria Mimart si pone quindi ancora una volta come una finestra sulle diverse espressioni dell'arte contemporanea, punto di incontro per la diffusione della stessa: questo il biglietto da visita e gli intenti della galleria, non solo spazio dedicato all’espressione artistica, ma un vero e proprio “modo nuovo di vivere l'arte, di risvegliare l'attenzione, di cambiare il modo di emozionarsi di fronte all'arte” per volontà delle direttrici artistiche Maria Teresa e Gabriella Longone. Per riuscire in questo, Mimart ha saputo superare il concetto “classico” di showroom dandosi una connotazione da museo dal cuore vivo e pulsante ed organizzando da anni mostre collettive di giovani artisti con l’obiettivo di rendere l’arte un piacere accessibile a tutti attraverso uno spazio che sappia essere un punto di incontro sia per artisti già affermati che per gli emergenti.

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di Nando Cirella
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