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Padova, la firma della violinista Regina Strinasacchi ritrovata


Padova, la firma della violinista Regina Strinasacchi ritrovata
21/01/2011, 15:01

Rinvenuta in uno spartito musicale manoscritto di proprietà della Biblioteca Antoniana in Basilica del Santo, a Padova, la scrittura di Regina Strinasacchi (1761-1839), una delle pochissime violiniste donna del Settecento, lodata da Leopold Mozart e omaggiata dal figlio Wolfgang Amadeus della Sonata per pianoforte e violino Kv. 454. Il 28 febbraio 2011 ricorre 250 esimo anniversario della sua nascita!

Il tutto nasce da una serie di studi condotti negli ultimi mesi della dr. Ada Beate Gehann, ricercatrice di Tübingen (Germania), già nota per alcune sue pubblicazioni in ambito musicale, che ha fatto richiesta alla Pontificia Biblioteca Antoniana di Padova, di poter studiare uno spartito manoscritto custodito presso l’Archivio Musicale della Cappella della Basilica del Santo: la Sinfonia concertata per violino, archi e fiati, attribuita a Johann Christian Bach, figlio del più celebre Sebastian, una gradevole musica composta durante il suo soggiorno a Milano.

In un serrato dialogo telematico tra Tübingen e Padova, si cerca di capire la provenienza dello spartito, soprattutto chi era il copista di una scrittura così elegante. Ed ecco apparire, a un attento esame, sotto la marca cartacea dell’Archivio, un’indicazione di proprietà, probabilmente il nome del copista, scritta con un inchiostro ormai stinto. Si intravede questa frase: «Ad uso di m […] hi» e un curioso logo finale, che sembra una notazione musicale, ma non lo è.

Grazie alla collaborazione del Laboratorio di restauro dell’Abbazia di Praglia, viene staccata senza danno la marca dell’Archivio dalla partitura settecentesca, quel tanto che serve per leggere direttamente la debole grafia, e, grazie alla consulenza decisiva del M° Guido Viverit, il bibliotecario scorge parte del cognome e infine il nome dell’ignoto ed elegante autore. Così si può leggere integralmente, in alto a destra: «Ad uso di me Regina Strinasachi».

Una scoperta importantissima poiché nel mondo non sono molti gli spartiti di cui si può stabilire con evidenza l’attribuzione alla scrittura di Regina Strinasacchi.

Lei era una donna incredibile, una delle poche violiniste di fama che con il suo talento ha solcato le strade di mezza Europa, esibendosi in numerosi concerti a cavallo dei due secoli (tra il Sette e l’Ottocento), in un’epoca in cui l’educazione musicale era un caposaldo della formazione e in cui le famiglie di un certo ceto sociale spingevano i propri figli alla musica, ma le giovani donne di talento venivano di preferenza avviate allo studio del pianoforte e non del violino.

Regina Strinasacchi (1761-1839), originaria di Ostiglia (Mantova), è stata una delle più valenti violiniste della sua epoca, lodata da Leopold Mozart, il cui figlio, Wolfgang Amadeus, le dedicò una Sonata per pianoforte e violino (Kv. 454, soprannominata per l’appunto «Strinasacchi»), che eseguirono assieme dinanzi all’imperatore austriaco Giuseppe II e alla sua corte il 29 aprile 1784.

La sua tecnica musicale era straordinariamente raffinata e resa viva da una palpabile passione, acquisita presso l’Ospedale della Pietà a Venezia e seguendo le preziose indicazioni del «Prete Rosso», Antonio Vivaldi. Regina si trasferì poi in Germania, seguendo il consorte Johann Conrad Schlick, violoncellista e maestro presso i duchi di Gotha, e divenendo famosa interprete di un grande repertorio musicale, tanto da essere una delle poche donne in tutta Europa a dare regolari concerti in tour, con il suo Stradivari del 1718.

Grazie a questa scoperta quindi, ricompare oggi la scrittura di Regina Strinasacchi in questo spartito di Johann Christian Bach. Il logo, la grafia, alcuni elementi decorativi sembrano ricondurre a questa precisa attribuzione: quella scrittura appartiene alla più grande violinista italiana del Settecento.

Un ritrovamento ancor più importante, poiché il 28 febbraio 2011 ricorre il 250° anniversario dalla sua nascita.

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di redazione
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