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Paestum Festival chiude celebrando la legalità


Paestum Festival chiude celebrando la legalità
25/08/2012, 13:54

Chiude la XV edizione del Paestum Festival, la kermesse di danza, musica e teatro ideata e diretta da Mario Crasto De Stefano, realizzata dal Comune di  Capaccio-Paestum e cofinanziata dall'Unione Europea, dallo Stato Italiano e dalla Regione Campania, nell'ambito del Programma Operativo FESR 2007-2013 Asse 1 Obiettivo Operativo 1.9 La tua Campania cresce in Europa. Dopo il riscontro degli appuntamenti spettacolari che hanno visto alternarsi in scena, rigorosamente in ordine di apparizione, Rossella Brescia, Francesco Paolantoni, Peppino Di Capri, Antonio Casagrande, Gigi Savoia, Maria Basile, Federico Salvatore, Rosaria De Cicco, Nicola Piovani, il Paestum Festival celebra una delle ricorrenze più dolorose della storia italiana e lo fa invitando gratuitamente il proprio pubblico e la comunità che ospita l’evento alla più preziosa testimonianza vivente sul tema: a vent’anni dal drammatico 1992, anno della tragica scomparsa di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Ayala racconta la sua verità conChi ha paura muore ogni giorno  - I miei anni con Falcone e Borsellino”.  Un incontro-spettacolo che ripercorre la storia di quegli anni e la straordinaria esperienza vissuta da Ayala al fianco dei due eroici giudici antimafia, con i quali condivise la vita professionale quotidiana, ma soprattutto una profonda amicizia, che pone l’attenzione sulla Sicilia, su Cosa Nostra, sulla politica e la giustizia italiana di allora… come di oggi. È una storia di vittorie enormi, di alcuni fallimenti, di speranze deluse e tanti luoghi comuni, primo fra i quali che “le stragi fermarono il pool anti-mafia”. In scena, dove campeggia un grande albero di magnolia, simbolo palermitano della lotta alla mafia, Giuseppe Ayala è accompagnato dall'attrice Francesca Ceci. In lui c’è la partecipazione di chi quelle vicende le ha vissute sulla propria pelle: c'è gran parte della sua vita sul palco. Ma soprattutto c'è il suo irrefrenabile, deciso, fortissimo desiderio di non far dimenticare, di lasciare una traccia per i più giovani. Motivo, quest’ultimo, che accanto al valore socioculturale del tema, ha dato vita alla scelta del Paestum Festival di ‘regalare’ al suo pubblico un’occasione per riflettere e tenere viva la memoria di eventi ed esempi così decisivi per il nostro PaeseLO SPETTACOLO Coadiuvato da musiche originali e dalla proiezione di filmati storici, lo spettacolo è idealmente diviso in tre sezioni: la prima è dedicata ai giudici Falcone e Borsellino e al loro rapporto con Ayala. Per anni condivisero momenti difficili, drammatici ma entusiasmanti allo stesso tempo; un legame cementato dal trascorrere del tempo lavorando fianco a fianco, ma anche dai viaggi e dalle serate trascorse assieme, fino alla loro tragica scomparsa. Nella seconda parte “rivive” lo storico maxiprocesso del quale Ayala fu Pubblico Ministero. Considerata la prima, grande reazione dello Stato a Cosa Nostra, si svolse in un aula bunker costruita appositamente. Il processo terminò dopo quasi due anni, il 16 dicembre 1987. Per leggere la sentenza servì oltre un'ora: 2.665 anni di condanne al carcere vennero divisi fra i 360 colpevoli, oltre agli ergastoli per i 19 boss principali. Durante l’ultima sezione dello spettacolo, Ayala affronta i temi di oggi: le tante indagini ancora aperte, la grande eredità lasciata da Falcone e Borsellino. Lo fa con eleganza ed umanità ed una comunicativa fuori dal comune, capace di affascinare e conquistare il pubblico che lo segue con il fiato sospeso. I testi sono di Giuseppe Ayala con il contributo di Ennio Speranza, le musiche di Roberto Colavalle & Matteo Cremolini, le luci di Pietro Sperduti, proiezioni a cura di Alessia Sambrini. Direzione Artistica e Produzione di Gabriele Guidi, collaborazione al progetto Massimo Natale. 

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di Redazione
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