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PASQUA: IL PRODOTTO ORIGINALE


PASQUA: IL PRODOTTO ORIGINALE
22/03/2008, 11:03

Grazie al cambio delle regole per la commercializzazione del cacao e dei suoi derivati, vengono tutelate le produzioni artigianali di cioccolato e le famose Uova Pasquali.
Gli sforzi congiunti del Mipaaf, delle organizzazioni professionali e delle associazioni di promozione per tutelare e valorizzare il cioccolato italiano in sede europea hanno portato ad un primo risultato, a sostegno della valorizzazione di un prodotto di alta qualità artigianale, minacciato dall’omologazione dei prodotti industriali e dalla concorrenza sleale. Norme inserite anche nel disciplinare di produzione dell’ Antico Cioccolato Artigianale STG, specialità tradizionale garantita al vaglio della commissione europea. Lo ha dichiarato il rappresentante dell’Associazione Nuova Agricoltura, Rosario Lopa. Questa iniziativa, spiega Lopa, insieme al Disciplinare di Produzione della Pastiera Napoletana IGP, indicazione geografica protetta, al vaglio della D.G.Q. per le opportune modifiche, relative al decreto U.E. 509 E 510/2006 e all’entrata in vigore del Decreto del Mipaaf del 22 luglio 2005, sulla disciplina della produzione e della vendita di taluni prodotti dolciari da forno come la Colomba, rappresentano la difesa delle denominazioni di origine e dei prodotti di qualità,  e garantiscono la trasparenza ai consumatori, attraverso un'etichetta chiara, che permetterà di trasferire tutte le informazioni necessarie a distinguere i vari prodotti.
Per la specialità Antico Cioccolato Artigianale STG, si identificano esclusivamente in prodotti ottenuti dalla tostatura e spremitura dei semi di cacao: tali materie prime sono costituite dalla pasta di cacao composta esclusivamente da burro di cacao e cacao. E’ vietato l’utilizzo di oli e grassi vegetali o di grassi animali in sostituzione del burro di cacao. Per il tipico dolce di pasqua, il decreto stabilisce che potrà fregiarsi del nome di Colomba solo il prodotto dolciario da forno a pasta morbida, ottenuto per fermentazione naturale da pasta acida, di forma irregolare ovale simile alla colomba, una struttura soffice ad alveolatura allungata, con glassatura superiore e una decorazione composta da granella di zucchero e almeno il due per cento di mandorle, riferito al prodotto finito e rilevato al momento della decorazione. Per quanto riguarda gli ingredienti viene poi specificato, in particolare, il tipo di grasso utilizzato nell'impasto, che deve essere preparato esclusivamente con burro mentre non sono ammessi altri tipi di materie grasse. Per la Pastiera Napoletana IGP, è stata avviata  l'istruttoria ministeriale per il riconoscimento comunitario del marchio, indicazione geografica protetta  per valorizzare, tutelare e promuovere il consumo della Pastiera Napoletana. Con l’attribuzione del marchio comunitario I.G.P., la vera Pastiera Napoletana potrà essere prodotta solamente in Campania e a Napoli, rispettando naturalmente le caratteristiche di produzione del disciplinare, come: le materie prime ed gli ingredienti aggiuntivi,controlli sul processo produttivo, fase di preparazione del grano,preparazione dell’impasto, cottura e conservazione, controlli sul prodotto finito e verifiche ambientali e strutturali. I promotori del riconoscimento e della stesura del disciplinare di produzione oltre al Mipaaf, nella figura della Dott.ssa Laura La Torre, si sono adoperati, Rosario Lopa già consulente del Ministero, il presidente della Fipe Confcommercio di Napoli, Antonio Pace, l’Associazione Napoletana Pasticceri con il suo presidente, Luigi Avolio e il responsabile del sindacato F.i.p.e., Giuseppe Ioimo.
 

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di Redazione
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