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Passione, il docufilm di John Turturro, diventa itinerante


Passione, il docufilm di John Turturro, diventa  itinerante
16/06/2011, 15:06

Raiz: Lavorare con Turturro è un’esperienza divertente perché è una persona dall’umorismo acceso che si rapporta con estrema naturalezza e ironia alla città e ai suoi artisti. Sottolinea sempre come non ci sia differenza tra il lavorare a Napoli o nella sua Brooklyn: feeling e mood sono sulla stessa lunghezza d’onda. “Passione” si rafforza, quindi, su un confronto culturale vivace, l’umiltà di un grande artista e l’unicità creativa partenopea. Una lezione per molti artisti nostrani spesso troppo attenti a rincorrere la popolarità e il successo, piuttosto che ad agire sulla tecnica e il talento. L’approccio di John è stato invece, offrire un’opportunità anche a personalità non celebri negli Stati Uniti, come me. E’ paradossale e comico, pensare che serva la spinta di un americano per riunire sul palco artisi che convivono spalla a spalla da sempre. Ma è come nella vita, a volte hai bisogno di un occhio più obiettivo, di un parere esterno per accorgerti di quanto vali.
Almamegretta: L’iniziativa è molto importante, dà seguito con i concerti live all’omaggio che Turturro ha fatto alla musica napoletana attraverso il docu-musical. E’ un passaggio obbligato perché condurrà la canzone di Napoli all’attenzione del pubblico internazionale, una lunga tradizione sonora che ha dato tanto a tutto il mondo. E se questa avventura artistica potrà servire a dargli ancora una volta luce noi la sosteniamo con estremo piacere.
Gennaro Cosmo Parlato: Canterò tre classici “Maruzzella”, “Tu si ‘na cosa grande” e “‘O sole mio” intepretati, secondo il mio stile, in operistic pop. Dividere il palco con i grandi artisti coinvolti in “Passione” è una sfida che mi rende orgoglioso e spero di essere all’altezza dell’impresa! E’ un’idea nobile fondere le creatività partenopee per portare avanti un discorso comune sulla nuova musica napoletana, è un modo per traghettarla verso un futuro di rinascita e di rinnovata visibilità.
Pietra Montecorvino: Turturro si è innamorato della mia voce dopo avere ascoltato un disco in cui cantavo i classici napoletani rivoluzionati dagli arrangiamenti etnici di Eugenio Bennato. Per me è un’occasione eccezionale parlare di Napoli nel mondo grazie alla spiccata sensibilità di un artista americano. John mi ha incoraggiato molto a prendere parte a quest’avventura, anche se quando ci siamo incontrati per la prima volta temevo non mi avrebbe mai più chiamata: a cena siamo finiti per sbaglio nella vasca dei pesci del ristorante! Invece da lì è nato un rapporto spontaneo che ci ha permesso di lavorare al meglio, senza maschere o freni.
James Senese: Turturro mi ha voluto nel progetto perché è rimasto incantato dalla mia grinta musicale, quando mi ha sentito suonare per la prima volta ha detto: “Questo fa per me!”. E in effetti, la mia storia personale è particolarmente intrecciata allo spirito di una Napoli ibrida, impermeabile alle etichette. Sono figlio di un afromaericano e di una napoletana, ho trasportato questa doppia anima in una contaminazione sonora originale, sospesa tra mediterraneo e Usa. Un’ispirazione che condurrò ancora sul palco, dove interpreterò “Passione”, pezzo che dà il nome a tutto il progetto, e due brani miei “Go away” e “Campagna”.
Monica Pinto degli Spakka-Neapolis 55: Il nostro rapporto con Passione nasce da un’incomprensione: leggemmo sul giornale dell’idea di Turturro di celebrare la musica napoletana in un documentario e ci stupì che non ci avesse coinvolto, soprattutto dopo la fertile collaborazione con il progetto “Souls of Naples”, trasposizione dell’eduardiano “Questi fantasmi” sulle musiche del nostro primo album. Alla fine scoprimmo che John provava a contattarci inutilmente da mesi… Sul palcoscenico porteremo le celebre Vesuvio e Scetate, un classico di fine ottocento arrangiato secondo lo stile tipico degli Spakka-Neapolis: un’interpretazione in pura world music per contaminare tradizione e modernità.

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di Redazione
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