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“Pensator della Restia Sponda”, rassegna di musica diretta da Massimo Loffredo


“Pensator della Restia Sponda”, rassegna di musica diretta da Massimo Loffredo
21/06/2011, 11:06

Intimi dialoghi fatti di parole e note, informali performance senza troppa amplificazione, artisti che si raccontano in modo semplice e diretto aprendosi una porta privilegiata al cuore del pubblico.

Torna, prima di congedarsi in attesa della versione autunnale, “Pensator della Restia Sponda”, la rassegna di musica cantautorale diretta da Massimo Loffredo che ha incantato cantautori e ospiti lo scorso maggio.

Il 26 giugno (alle 22) il fresco antro del Teatro Instabile di Napoli ospiterà un compositore d’eccezione, l’italo-inglese Piers Faccini, open act del tour italiano di Ben Harper nel 2007, torna dopo 2 anni in esclusiva a Napoli per l’appuntamento al Tin.

Di padre partenopeo e madre inglese, artisticamente in bilico tra le influenze di Londra, Parigi, Napoli e Los Angeles, e nell’ultimo album, “Two Grains of the Sand”, anche dell’Africa, Faccini riesce a portare nella sua musica la forza evocativa di questo suo nomadismo. Pur rimanendo nella tradizione della canzone angloamericana colora i suoi lavori di tante musiche diverse: il folk, il soul, il blues, il pop, si mescolano ad affascinanti sonorità d’origini africane, brasiliane, italiane, indiane. E’ proprio questo a renderlo un’artista poliedrico ed affascinante. Ha collaborato con Ben Harper, Jack Johnson, Chris Darrow e Juan Nelson degli Innocent Criminals e Rodrigo D’Erasmo degli Afterhours. Sempre affascinato dalla musica italiana sia cantautorale che folkloristica e popolare, l’apolide artista si è lanciato nella produzione, lavorando all’ultimo disco degli Gnut, uno dei gruppi più validi del panorama partenopeo. A fargli compagnia nel live napoletano, infatti, Claudio Domestico leader della band con cui Piers Faccini dividerà il palco del Tin regalandoci performance live miste del suo repertorio.



NOTE

Two Grains of Sand è il quarto album di Piers Faccini. In questo disco l’artista riesce a racontare il suo stile di vita nomade e l’ampio ampio raggio di influenze che si porta dietro. La rivista Trace commenta “Suggestioni dal grande bluesman africano Ali Farak Toure, il cowboy americano Bob Dylan e il soave maestro Brasiliano Caetano Veloso: Faccini incorpora tutte le caratteristiche di quelli che definisce suoi eroi senza scimmiottamenti o presunzione”. Nato in Inghilterra da padre italiano e madre inglese, Faccini è cresciuto in Francia e ha raggiunto la sua maturità tra le strade di Londra e Parigi. Scrive la maggior parte dell’album in totale isolamento sulle colline di Cevennes per poi trascorrere l’anno seguente collaborando con musicisti che ha incontrato nei suoi viaggi. Tra gli altri, Zulu, il cantante Bhusi Mhlongo e il chitarrista Nibs van der spuy, con i quali ha registrato durante il tour in sud africa. Two Grains of Sand segna la prima co-produzione di Faccini. Curando le canzoni e gli arrangiamenti da solo, Faccini le ha portate al noto produttore e tecnico del suono Renaud Letang (Manu Chao, Feist, Seu George) per perfezionare le registrazioni a Parigi.

L’album conta la featuring di Bikoko al basso, Jeff Boudreaux and Adam Topol alle batterie, Johan Dalgaard alle tastiere and Vincent Segal al violoncello. In aggiunta, Francesca Beard, già membro della band Charley Marlowe, è la voce del duetto “Who Loves The Shade.”



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di Redazione
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