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Peppe Lanzetta inaugura, con "Barbarella ed altre lontananze"


Peppe Lanzetta inaugura, con 'Barbarella ed altre lontananze'
22/11/2009, 20:11

Con il debutto, in prima assoluta, di Barbarella ed altre lontananze, l’autore e regista Peppe Lanzetta inaugura la prima stagione artistica di Studioteatro, il piccolo spazio-eventi ubicato in Vico Pallonetto a S. Chiara al civico 15, nel cuore del Centro Storico di Napoli. L’organizzazzione e la conduzione della nuova sala è a cura dell Nuovo C.R.A.S.C. sotto la direzione artistica di Beatrice Baino.
“Durante questo primi due anni di lavoro come direttore artistico del CRASC – spiega la Baino - ho sentito spesso usare l’espressione ‘il nuovo CRASC’ e mi faceva sorridere l’idea di chiamare nuova una compagnia che ha alle spalle ben 31 anni di attività. Poi pensandoci in effetti era proprio giunto il momento di dare una svolta. Ho deciso così, programmando un nuovo corso artistico, ampio ed articolato, di ricominciare daccapo, e forse anche da prima”.
Lo spettacolo, in scena da mercoledì 25 novembre 2009 alle ore 21.00 (in replica fino a domenica 29), si avvale della presenza, in scena, di Beatrice Baino, anche co-regista dell’allestimento, e la partecipazione di Anna Troise.
Il testo racconta e interpreta storie di periferia, la periferia di Napoli, una Napoli negata. Una periferia pregna di storie ed emozioni, non dissimili da quelle di un qualsiasi ghetto di metropoli moderna.
Riunire i diseredati, ceti sociali difficili, per liberarsi la coscienza, è un atto politico comune alle amministrazioni delle grandi città, indipendente da qualunque origine politica. Un atto liberatorio del ceto medio-alto che crea le opinioni comuni e vota il proprio candidato, simbolo di rinnovamento.
Si creano, così, agglomerati che, in sintonia con le particolari conformazioni architettoniche, sono condensati di emozioni negate, che, quando fuoriescono dagli steccati del perbenismo, lo fanno con una carica esplosiva ed implosiva così forte da sconvolgere qualsiasi parametro socialmente accettato.
“Fu in un pomeriggio di inizio estate – scrive Lanzetta in una nota – che Beatrice, nel suo spazio teatrale nel centro antico della città, mi ha mostrato con amore, trasporto, passione, la sua idea teatrale di Barbarella. Chissà perché Beatrice mi evocava il mare, un mare di disperazione, gioia, rabbia, passione, esasperazione, di calore, sudore, di colori.
E c’era un mare dentro di me che aveva preso posto nelle pagine che avevo intitolato Il mare addosso. Quindi mi sono spogliato del mio mare ed è diventato il mare di Beatrice, che lo ha fatto suo, ne ha scelto pezzi, brandelli, risacche, conchiglie, echi, voci e lo ha esposto ai venti che già Barbarella aveva alzato forti”.
Sono cinque donne in scena, che potrebbero abitare una stessa casa, con le loro speranze, i loro sogni di una quotidianità vissuta, immaginata. Una quotidianità di rabbia ed esasperazione che rende adulti i bambini e vecchi i giovani.
La programmazione di Studioteatro proseguirà, giovedì 3 dicembre (in replica fino al giorno 6, con El radial – niente puo’ turbare questa quiete, di Davide Chimenti, interpretato da Davide Chimenti e Luca Chimenti. La formula è, sicuramente, quella del recital: una serie di canzoni scritte dall’autore intervallate da qualche chiacchiera simpatica e al fine di instaurare un rapporto cordiale con il pubblico. Accanto all’improbabile cantautore c’è un operaio, con tanto di officina, che lavora con attrezzi ed utensili rumorosissimi, oltre al fatto che le chiacchiere non sono affatto simpatiche e che il cantautore è, in realtà, un pazzo alienato il cui unico scopo è quello di destrutturare ed infamare il sistema culturale contemporaneo con metodi estremi e nichilisti.
Da giovedì 17 dicembre (in replica fino al giorno al 20) TEATRINGESTAZIONE presenta hAPPY bIRTHDAY, Alfredo! , partitura scenica e drammaturgia originale ad opera di TeatrInGestAzione, con Giovanni Trono, Alessia Mete, Ilaria Montalto, Michela Vietri, Francesco Moraca, regia Gesualdi/Trono. Un coro di corpi e voci raccontano l'uomo che fatica, la bellezza della sua fragilità e la fragilità della sua bellezza, il coraggio dei suoi orrori e la ferocia del suo coraggio, l'estasi dei suoi slanci, e l’interrarsi delle sue ambizioni.
Martedì 29 dicembre gli spazi di Studioteatro ospiteranno IOSONOQUI, rassegna di performance di danza contemporanea.
Da giovedì 7 gennaio 2010 (in replica fino al giorno 10) sarà in scena Tortitalia, atto unico di teatro-canzone in quattordici fette, di e con Valerio Sgarra, con la supervisione artistica di Marco Luciano. Una devastante esplosione colpisce L’Italia o ciò che di lei rimaneva, non se ne conosce la causa o il movente. Un superstite ritrova tra i resti del paese un pugno di canzoni e di scritti che per grandi linee narrano l’evolversi o l’involversi dell’essere umano negli ultimi quarant’anni di storia italiana.
La programmazione proseguirà giovedì 21 gennaio (in scena fino al giorno 24) con Dico Me Erostrato, liberamente ispirato agli scritti di Bukowski e Sartre, con Lucio Celaia e Giancarlo Greca. “La razza umana mi ha sempre disgustato”, questo l’incipit con cui si apre il monologo in cui il protagonista, pur essendo iscritto e “registrato” nella congrega della società occidentale, tenta di sottrarsi a ogni intrigo sociale, familiare, culturale, religioso.
Da giovedì 18 marzo (in replica fino al giorno 21) MUTAMENTI presenta Il macero, dal romanzo Sandokan – storia di camorra di Nanni Balestrini, scritto, diretto e interpretato da Roberto Solofria. Pur essendo tratto dal romanzo del poeta e scrittore milanese, Il macero non indugia sulle “gesta” del noto camorrista casertano, ma è, soprattutto, il racconto dell’insolita sensibilità di un ragazzo, della sua “ottusa” caparbietà nel cercare per se stesso una strada diversa.
La programmazione teatrale di Studioteatro terminerà giovedì 25 marzo (in replica fino al giorno 28) con Giuseppina, una donna del Sud, da un’idea di Pierluigi Tortora, anche interprete e regista. Presentato da La Bottega del Teatro, lo spettacolo racconta di una donna forte e debole, umile e orgogliosa, madre e moglie,che appartiene alla sua terra, difficile e affascinante. Una storia di racconti del passato e di ricordi mentre intorno il mondo cambia.
 

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di Redazione
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