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Peppe Lanzetta scatena l'InferNapoli al MARTE


Peppe Lanzetta scatena l'InferNapoli al MARTE
17/02/2012, 16:02

Un fine settimana targato MARTE Mediateca Arte Eventi. Doppio importante appuntamento in programma al centro polifunzionale di Cava de’ Tirreni (Sa). Sabato 18 febbraio la presentazione dell’ultimo lavoro editoriale di Peppe Lanzetta, “InferNapoli” (Garzanti, 2011), per la rassegna “La Versione di MARTE 2.0”. Domenica 19, per “Sintonie ’11”, Alfonso Amendola in dialogo con Giovanni Vacca sulla “forza” della canzone d’autore e della canzone popolare

Nuovo importante appuntamento letterario al MARTE Mediateca di Cava de’ Tirreni (Sa) con “La Versione di MARTE 2.0”. Domani, sabato 18 febbraio, alle ore 18.30, Peppe Lanzetta presenterà il suo ultimo lavoro editoriale: “InferNapoli” (Garzanti, 2011). L’incontro, coordinato da Francesco G. Forte, sarà impreziosito dall’intervento musicale di Paolo Cimmino.

Autore scomodo ed eclettico, interprete in film diretti da registi importanti (come “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore, “Scugnizzi” di Nanni Loy, “L’uomo in più” di Paolo Sorrentino, “L’amore molesto” di Mario Martone), Peppe Lanzetta mostra la difficile realtà napoletana. Di lui Roberto Saviano ha detto: «È stato il primo a mettere le mani nel fango». Diversi suoi libri, tra cui “Figli di un Bronx minore”, “Racconti disperati”, “Incendiami la vita”, ne sono la prova.

Con “Infernapoli” Lanzetta costruisce una storia perfetta, trascinando i lettori nei sobborghi infernali di Napoli, dove camorra e mala cinese si scontrano e si incontrano in nome di un vita fatta di violenza e morte. La guerra in una città torrida e spietata di un boss anarchico e sentimentale il filo conduttore dell’opera. Vincent Profumo è uno dei boss più feroci e potenti della camorra. E’ ricco, temuto e rispettato. Appassionato di musica lirica e devoto a Padre Pio, è circondato da quattro donne: la moglie e le figlie Maria Sole, Maria Luna e Maria Stella, così battezzate in omaggio a Maria Callas. Tutto bene, finché Vincent non si ritrova alle prese con il Cinese e la nuova mafia che arriva da Oriente: da quel momento di sangue ne scorrerà ancora di più.

“InferNapoli” racconta l’epopea di un «malamente» cinico e passionale, un cattivo che sembra uscito da una pulp fiction in salsa napoletana. Peppe Lanzetta irrompe nell’intimità del boss, nelle sue paure, nei suoi ragionamenti, nelle sue reazioni istintive, nel suo corpo appesantito. Di lui non ci nasconde nulla. Attraverso i sentimenti e le emozioni di Vincent, con la musica delle sue parole, con il ritmo di un film d’azione, “InferNapoli” fa sprofondare nel fango e nell’inferno del cuore nero d’Italia, con tutta la sua disperata vitalità.

Nato a Napoli nel 1956, Peppe Lanzetta esordisce alla fine degli anni ’70 come attore ed autore di cabaret nel capoluogo partenopeo. Nel 1983 debutta sulla scena con “Napoletano pentito”. Autore ed interprete di numerosi spettacoli teatrali, ha vinto con “Malaluna” il Premio Olimpici del teatro 2004. Attore ed autore anche per cinema e televisione, ha lavorato con registi come Piscicelli, Tornatore, Cavani, De Crescenzo, Loy, Martone, Asia Argento, Scimeca ed Abel Ferrara. Ha pubblicato libri di racconti, ballate e romanzi, tra cui “Figli di un Bronx minore”, “Racconti disperati”, “Incendiami la vita” e “Giugno Ricasso” (con cui nel 2006 si è aggiudicato il Premio Domenico Rea).

Domenica 19 febbraio, poi, alle ore 18.00, il MARTE Mediateca Arte Eventi di Cava de’ Tirreni sarà sede del terzo appuntamento di “Sintonie ’11”, la rassegna di “ascolti creativi” promossa dal MARTE in collaborazione con le Associazioni “Seventh Degree” e “Progetto Sonora Network & Performing Arts” ed in programma fino al 20 maggio prossimo. “Canzoni, idee, ideologie” il tema dell’incontro, che vedrà il Cultural Manager del centro polifunzionale, Alfonso Amendola, in dialogo con Giovanni Vacca, cultore di canzone d’autore in prevalenza italiana, anglosassone e francese.

«Che cosa ci dicono, o cosa possono dirci, le canzoni? L’appuntamento con Vacca rappresenterà un viaggio, ed un percorso d’ascolto, tra autori e repertori diversi per mettere a fuoco come le canzoni d’autore e la canzone popolare in Italia, in Francia e nel mondo anglosassone possono farsi, consapevolmente o meno, veicolo di idee e visioni del mondo», anticipa Alfonso Amendola.

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di Redazione
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