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Perchè la difesa di Rita Dalla Chiesa è un'offesa verso il suo pubblico

La video-risposta della conduttrice lascia delusi


Perchè la difesa di Rita Dalla Chiesa è un'offesa verso il suo pubblico
28/03/2011, 21:03

Dopo il putiferio esploso in seguito al grottesco e pietoso teatrino propagandistico messo in scena a "Forum" (programma che da sempre utilizza attori e copioni prestabiliti per intrattenere un pubblico amante della fiction più che delle cause civili) Rita Dalla Chiesa risponde alle innumerevoli lettere di accuse scritte da un foltissimo gruppo di aquilani (e non solo) indignati per la penultima puntata di Forum andata in onda su canale 5.
Con la voce rotta da un pianto a stento trattenuto, la storica conduttrice tenta in ogni modo di difendersi e di sottolineare non solo la propria, assoluta buona fede e l'apoliticità della sua trasmissione ma, in aggiunta, la "maratona solidale" che il programma da lei diretto attivò proprio in occasione del terremoto che sconvolse il capoluogo abruzzese. "L'aquila è nel nostro cuore", esclama commossa Dalla Chiesa che poi, concludendo il suo discorso, chiede ai suoi detrattori di non nominare più il defunto papà e lancia la consueta bordata demonizzante a "internet e facebook"; mezzi a quanto pare colpevoli di convogliare odio ingiustificato e profondo.
Insomma, in altri termini, la figlia del noto e coraggioso generale che perse la vita per combattare la mafia, cerca di far passare ai telespettatori un messaggio preciso: con la propaganda filo-berlusconiana (e ridicola) della finta aquilana lei non c'entra nulla e, anzi, le critiche che sono arrivate dopo la squallida performance messa in atto dall'attrice, sono ingiuste e frutto delle consuete strumentalizzazioni politiche alle quali Forum sarebbe assolutamente estraneo.
Ora, se Dalla Chiesa fosse stata sul serio vittima di un vile e squallido magheggio politico ordito per favorire un messaggio pre-elettorale, la sua indignazione non dovrebbe rivolgerla a chi l'ha criticata aspramente ma, al contrario, a chi l'ha resa bersaglio  di tali "inaccettabili  ed immeritate offese". Quando una persona che fa delle propria rettitudine morale una questione primaria si sente raggirata e ridicolizzata dai propri superiori, soprattutto se non ha problemi economici e gode di buona considerazione nell'opinione pubblica, ha difatti l'obbligo di reagire con forza e di far valere il rispetto della propria dignità.
E' vero che durante la trasmissione è stato dato spazio anche ad altre versioni (decisamente meno distorte e fiabesche) della situazione aquilana ma, da persona intelligente quale sicuramente è, Dalla Chiesa avrebbe dovuto intuire fin da subito in quale meschino gioco propagandistico era coinvolta. Si sarebbe quindi dovuta sentire nient'altro che marionetta utilizzata dal "padrone" come spot elettorale fin troppo evidente.
Enrico Mentana lasciò il ben retribuito incarico a Canale 5 per molto, molto meno e dimostrò che il prezzo della propria dignità valeva di più di un corposo stipendio. La nota conduttrice Mediaset, dato il nome (e soprattutto il congnome) che porta, avrebbe dovuto reagire in maniera molto diversa ed evitare goffe arrampicate sugli specchi scivolosi della retorica buonista e vittimista. Magari, se invece di contrattaccare chi l'ha invitata a vergognarsi avesse rivolto la propria rabbia verso chi l'ha platealmente manovrata, adesso godrebbe del doppio del seguito e potrebbe puntare a qualcosa di più coraggioso e meno frivolo della vana apparenza televisiva.
Del resto, come i tanto demonizzati "internet e facebook" dimostrano, gli italiani (ed i popoli contemporanei in genere), sono molto meno stupidi e plasmabili che in passato. Dalla Chiesa poteva e forse può ancora scegliere se lasciare ai posteri il sentimento della delusione e dell'indignazione o se concedersi l'ardimentoso "lusso" di essere libera come lo era suo padre; come lo sono tutte le persone che preferiscono morire piuttosto che vendersi e piegarsi a determinate logiche di potere.

Ps per quanto riguarda la gestione del terremoto dell'Aquila, non esistono due campane da ascoltare. Non esistono gli aquilani felici e spensierati che vivono in villette con giardino e garage e cittadini "comunisti" che criticano il governo a prescindere. Invece di magnificare sempre e comunque (come si fa con i dittatori) l'operato del governo Berlusconi, si poteva ad esempio ricordare che anche le amministrazioni di centrosinistra avevano clamorosamente fallito nelle opere di ricostruzione ed assistenza ai terremotati. Certo si sarebbe trattato del solito ed odioso benaltrismo posticcio ma, almeno, si sarebbe mitigato in minima parte questo continuo insulto all'intelligenza del popolo italiano. La guerra civile non si scongiura a tempo indeterminato con le fiction televisive e le propagande elettorali a reti unificate. Quando la mole di impoveriti e frustrati sarà superiore a quella degli amanti di Forum e del Grande Fratello, non ci saranno grotteschi ed arroganti video-proclami capaci di tenere unito il tessuto sociale. Che i vari magnaccia imparino ad ascoltare il web, invece che limitarsi a snobbarlo, non capirlo e censurarlo. Forse è l'unico modo che hanno per non pagare nel giro di pochi giorni per tutte le ruberie messe in atto durante un'intera, squallida esistenza.

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di Germano Milite
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