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Piacenza: Pittura, in mostra 40 dipinti dell'800 toscano


Piacenza: Pittura, in mostra 40 dipinti dell'800 toscano
09/09/2009, 09:09


Una mostra di 40 dipinti a olio, tutti rigorosamente di piccolo formato, costituenti una collezione privata lombarda, sarà allestita a partire dal prossimo 13 settembre e sino a Pasqua 2010 alla Ricci Oddi di Piacenza, il "tempio della pittura italiana dell'Ottocento". Sono quaranta opere d'eccezione dell'Ottocento toscano firmate dai principali protagonisti del movimento macchiaiolo, alcuni provenienti anche da altre regioni d'Italia, a cui in anni recenti sono state dedicate importanti mostre monografiche. Accanto ai maestri riconosciuti - Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini (presente quest'ultimo con un capolavoro) e Vincenzo Cabianca, spicca il nucleo dei cosiddetti "italiani a Parigi": Giovanni Boldini, Federico Zandomeneghi e Giuseppe De Nittis. Non mancano artisti appartenenti a una generazione più giovane, come Nicolò Cannicci, e altri partecipi del rinnovato clima simbolista e consapevoli dei risultati delle avanguardie storiche d'Oltralpe, innanzitutto Plinio Nomellini e Giorgio Kienerk. Tra i "post macchiaioli", molti originari di Livorno o operanti in Versilia, ecco fare la loro comparsa Vittorio Corcos, Luigi e Francesco Gioli, Angiolo, Adolfo e Lodovico Tommasi, Ulvi Liegi, Mario Puccini, Giovanni Bartolena, Renato Natali, Benvenuto Benvenuti, Oscar Ghiglia. E' noto che al piccolo formato, spesso realizzato su tavolette portatili, gli artisti toscani si dedicavano dipingendo "en plein air", studiando e riproducendo il vero direttamente sul posto, dando vita a un genere molto ambito dai collezionisti. Vedere riuniti ben 40 esempi di questa produzione, contraddistinti da un elevato livello qualitativo, conferisce alla mostra un ulteriore motivo di richiamo.
In questa raffinata raccolta, messa insieme pezzo dopo pezzo in quasi mezzo secolo di ricerche, il collezionista (che ha voluto restare rigorosamente anonimo) è riuscito a acquisire opere mai secondarie di tutti i più importanti pittori di area toscana tra la metà dell'Ottocento e primi decenni del nuovo secolo. Oli di grande qualità, tutti volutamente di piccolo formato, selezionati con l'ambizione di riunire il meglio di quanto non fosse già musealizzato della pittura macchiaiola e fiorentina di piccolo formato.
Il tutto non a scopo di lucro o di sterile godimento personale ma con l'obiettivo di offrire, sempre nell'anonimato e quindi senza alcuna volontà di celebrazione, questi tesori alla collettività. Destinataria di questo magnifico e munifico dono è la Galleria Ricci Oddi, scelta per il livello delle collezioni ottocentesche che vi sono conservate. I 40 oli, conclusa la mostra, resteranno, infatti, alla Ricci Oddi in comodato, trovando collocazione nelle sale della Galleria.
Osservare da vicino questi 40 capolavori sarà come rivivere le emozioni di ogni singola scoperta, trattativa e acquisizione, confrontarsi con la passione di una vita, con una scelta precisa, ferrea, quasi maniacale a favore dei piccoli formati. Una passione nata dalla constatazione che quasi mai i grandi oli posseggono quella freschezza, espressività, l'emozione di un momento colto e immediatamente trasposto in colore che queste piccole opere trasmettono.
Talvolta bozzetti, talvolta lavori già definiti, i piccoli formati sono dei veri gioielli, raccontano del pittore che li ha tratteggiati quanto e più delle grandi tele, essendo queste frutto di rimeditazioni e mediazioni. Nei piccoli formati, creati quasi ad uso personale, il colore è steso con una libertà quasi rivoluzionaria, i contrasti di luci si fanno violenti, immediati, magari a discapito della ricostruzione calligrafica di oggetti e scene. Sono opere di sapiente virtuosismo, capolavori di immediatezza descrittiva, di espressività, sono emozione allo stato puro.
Correttamente il titolo della mostra parla di "Collezioni a confronto". La mostra "Pittura toscana alla Ricci Oddi" intende, infatti, essere preziosa occasione per riscoprire la magnificenza di quanto ha raccolto il nobile piacentino Giuseppe Ricci Oddi (1868-1937). Esclusa l'arte antica, egli collezionò dipinti, sculture e opere grafiche dall'Ottocento romantico ai suoi tempi, che divennero infine gli anni Trenta del Novecento. L'obiettivo dichiarato era quello di documentare lo sviluppo delle arti in Italia (cui si aggiungevano significativi esempi stranieri) nel secolo XIX e all'inizio del successivo. Entrarono così nella collezione di Giuseppe Ricci Oddi i protagonisti del romanticismo italiano, da Francesco Hayez a Giovanni Carnovali detto il Piccio, come tutti i maggiori macchiaioli, da Giovanni Fattori a Silvestro Lega a Telemaco Signorini, insieme a numerosi capolavori di Antonio Mancini, Fontanesi, Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Federico Zandomeneghi, Angelo Morbelli, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Merdardo Rosso, Boccioni, Carrà, Carena , Campigli, fino a De Pisis e Casorati, insieme ad altri protagonisti di quei decenni.
Il confronto collezionistico proposto in occasione della Mostra è focalizzato intorno agli artisti di ambito toscano, presenti con opere di straordinaria rilevanza alla Ricci Oddi, opere che saranno oggetto di un apposito percorso di visita.

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di Redazione
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