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Pierre Gros riaccende Vitruvio: domani il convegno dedicato alla Classicità


Pierre Gros riaccende Vitruvio:   domani il convegno dedicato alla Classicità
08/11/2012, 14:27

Fano (Pesaro e Urbino, Marche), 8 novembre 2012- Sarà dedicato alla figura di Marco Vitruvio Pollione, il più importante teorico dell’architettura di tutti i tempi, il convegno “Vitruvio e l’Archeologia. Tra Norma e Prassi”, che chiamerà a raccolta i massimi studiosi della Classicità e, in particolare, di Vitruvio, a Fano. L’appuntamento è in programma, dalle ore 9, nella sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano durante la seconda giornata del “III Symposium di Studi Vitruviani” in programma fino all’11 novembre a Fano, Cagli e Fossombrone e organizzato dal Centro Studi Vitruviani.

 A coordinare gli interventi di accademici provenienti da tutto il mondo sarà il più noto esperto di Vitruvio: Pierre Gros. Allievo della Ecole normale supérieure di Parigi (1960-1964), membro e poi direttore degli studi antichi della Scuola francese di Roma, professore all’Università di Aix-Marseille I (dal 1976), titolare della cattedra nazionale di civiltà romana dell’Institut universitaire de France (da 1995). E’ emerito dal2005. Ha ricevuto, il 24 giugno, dall’Accademia nazionale dei Lincei a Roma il Premio internazionale “Antonio Feltrinelli” 2010, per l’archeologia.

 Durante la giornata si susseguiranno gli interventi di Elena Francesca Ghedini e Jacopo Bonetto, dell’Università degli Studi di Padova Università degli Studi di Padova; Mario Luni e Oscar Mei, Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”; Antonio Monterroso, Consejo Superior de Investigaciones Científicas, Madrid; Antonio Corso; Anna Maria Liberati, Museo della Civiltà Romana, Roma; Livio De Luca, Centre National de la Recherche Scientifique (UMR CNRS/MCC MAP), Marseille; Francesca Salatin, IUAV Venezia, Vincitrice Premio di laurea Paolo Taus.

 A inaugurare il III Symposium promosso dal Centro Studi Vitruviani presieduto da Luciano Filippo Bracci e che vede Paolo Clini come coordinatore scientifico, sarà oggi, alle 16, apalazzo Corbelli, in via Arco d’Augusto a Fano (Pesaro e Urbino), l’inaugurazione della mostra “La Via Flaminia, immagine del paesaggio archeologico” con una cerimonia alla presenza di personalità del mondo accademico di livello internazionale come Werner Oechslin, della Stiftung Bibliothek Werner Oechslin, Einsiedeln; Paolo Clini, Università Politecnica delle Marche e coordinatore scientifico del Centro Studi Vitruviani; Mario Luni, dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”; Andrea Galli, del Cirp (Centro Interdipartimentale Paesaggio Univpm Marche).

 Durante la giornata inaugurale sarà inoltre presentato il Curriculum “Architettura Classica e Studi Vitruviani. Analisi, Rappresentazione, Comunicazione, Tutela” della Scuola di Dottorato in Scienze dell’Ingegneria dell’Università Politecnica delle Marche consorziata con l’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo” e i progetti di ricerca di Daniela Amadei, Massimo Gasparini, Caterina Del Bianco, Marco Proietti promossi dal Centro Studi Vitruviani. Il dottorato è interamente finanziato da FanoAteneo e dagli enti del territorio che appartengono all’associazione.

A parlarne saranno: Marco Pacetti, rettore Università Politecnica delle Marche; Stefano Pivato, rettore Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”;Stefano Aguzzi, sindaco di Fano e Presidente di Fano Ateneo; Graziano Cerri, direttore della Scuola di Dottorato; Fausto Pugnaloni, coordinatore del Curriculum.

La giornata inaugurale si concluderà, alle 21.15, nella sala Verdi del Teatro della Fortuna (piazza XX Settembre, Fano) con l’incontro aperto al pubblico “A cosa serve Michelangelo? Dialogo sulla rovina dell’arte”con Bruno Zanardi (Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”) e Tomaso Montanari (docente di Storia dell'arte moderna all'Università “Federico II” di Napoli e autore del libro omonimo, Einaudi, 2011). A partire dalla storia del presunto “Crocifisso di Michelangelo” Zanardi e Montanari approfondiranno l’attuale ruolo dell’arte nella società e gli errori “all’italiana” della gestione del patrimonio artistico.

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di Redazione
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