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PIN, UN PROGRAMMA PER L'INNOVAZIONE DI NAPOLI


PIN, UN PROGRAMMA PER L'INNOVAZIONE DI NAPOLI
05/04/2008, 11:04

Il 7 aprile 2008 al Teatro Mediterraneo della Mostra d’Oltremare di Napoli, l’associazione l’Ego di Napoli (presidente avvocato Raffaele Di Monda) presenterà il PIN (Programma Innovazione Napoli).  Un libro che rappresenta un testo programmatico scritto da autori diversi (2 architetti e 6 avvocati) che per due anni hanno studiato 30 città del mondo ed alle quali si sono ispirati per proporre soluzioni concrete alla risoluzione dei problemi della città di Napoli. La presentazione del libro diventa la presentazione di un progetto che parte dalla città e non dalla politica. Un’esortazione ad inserire un codice, un PIN, che sia chiaro e decifrabile e che possa attivare Napoli, ma sopratutto i napoletani amareggiati e stanchi della politica, dei piagnistei e  dei napoletani che non scappano dalla città, ma restano e non a guardare. Un progetto che invoca il ritorno alla NORMAlità, con un evidente richiamo alla norma, alle regole, al rispetto. PIN è un vero e proprio studio che dopo un’analisi precisa e dettagliata delle problematiche relative a vari settori propone soluzioni ricercandole in altre città del mondo che le hanno già sperimentate, adattandole alla realtà partenopea.  Da Londra a Cannes, dalla Svezia alla Francia e dall’Islanda al Giappone, non ignorando esempi da città italiane come Genova e Milano, sono state “copiati” alcuni format o spunti per far funzionare settori come quello della sicurezza, della viabilità e dei trasporti, dell’ambiente e della legalità. Lo studio analizza con occhio attento le risorse naturali ed economiche e l’ottimizzazione dei fondi e dei finanziamenti con un vigile studio delle priorità. Il libro, che ha ricevuto il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sarà presentato, non solo alla stampa, ma alla città,  lunedì 7 aprile. E’ partito un vero e proprio tam tam, una voglia di partecipare e di cambiamento con il coinvolgimento di associazioni, imprenditori e professionisti e soprattutto della gente comune che ha aderito  moralmente al progetto con la ferma volontà di sostenerlo e diffonderlo.

 
 
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di Giancarlo Borriello
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