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Pitture murarie e incisioni medioevo al Maschio Angioino

Il commento di Alfredo Buccaro

Pitture murarie e incisioni medioevo al Maschio Angioino
06/06/2013, 11:20

NAPOLI - Le pitture murarie e le incisioni ritrovate dai ricercatori guidati da Laura Miriello all’interno del Maschio Angioino, diverse delle quali quasi sicuramente risalenti al Medioevo, sono “scoperte sorprendenti” e “particolarmente interessanti”. Si sbilancia Alfredo Buccaro, docente del dipartimento di Architettura della Federico II e direttore del centro di ricerca sull’iconografia della città europea, nel commentare le scoperte fatte dal gruppo di lavoro dell’associazione di studi storici e delle discipline spirituali Thelema. Buccaro ha partecipato alla prima delle due giornate di “Voci del passato”, l’iniziativa culturale in corso di svolgimento – oggi, giovedì 6 giugno, è in programma l’ultima giornata di convegni – nel Maschio Angioino. E proprio a Castel Nuovo, e in particolare all’interno della sala dei Baroni, sono state ritrovate alcune pitture murarie che riproducono – secondo gli esperti – i simboli gesuiti. “I primi ritrovamenti – specifica Laura Miriello, fondatrice di Thelema – sono avvenuti all’interno del cammino di ronda della sala, quella parte essenzialmente destinata ai militari. La nostra ricerca ci ha portato a rinvenire altri simboli interessanti nel Maschio Angioino e perfino una incisione con tanto di data: 1591. Ovvero nel periodo del processo a Tommaso Campanella, poi andato assolto. Incisione che stiamo studiando per capire cosa realmente significhi”.
La ricerca ha portato a scoprire altri simboli interessanti in altri punti della città di Napoli, soprattutto nella parte sotterranea, grazie alla collaborazione di alcuni speleologi. Ora – come emerso nel corso dell’
iniziativa – questi ritrovamenti, con la collaborazione della Federico II e della Soprintendenza ai beni architettonici, saranno oggetto di ulteriori approfondimenti, magari anche grazie all’istituzione di uno specifico tavolo di lavoro. “Bisogna fare analisi più dettagliate – spiega ancora Alfredo Buccaro – sui pigmenti dei colori e sui modi con cui sono stati posati sulle pietre. Per quanto mi riguarda possono essere collocate tra la fine del 500 e la metà del 600, ovvero nel periodo più intenso della cosiddetta ‘controriforma’. Studiando i simboli ritrovati all’interno del Maschio Angioino e quelli scoperti in altri punti della città, si potrà fornire un ulteriore spunto di carattere storico per la città di Napoli”.
Tanti sono stati i positivi riscontri alla manifestazione del Maschio Angioino, che ha visto per l’occasione anche la possibilità di prolungare le visite nei luoghi dei ritrovamenti aperti e visibili al pubblico fino alle 18 anziché fino alle 16.30 come invece avviene normalmente.
Di grosso interesse anche la ricerca, prodotta sempre da Laura Miriello, su “Le vie percorse a Napoli dai cavalieri del tempio e di San Giovanni a mare.
Una rilettura delle fonti disponibili sulla possibile ubicazione delle case degli ordini di San Giovanni e dei templari nella città di Napoli e provincia”, realizzata grazie alla collaborazione con Davide Lazzaro.

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di Redazione
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