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Il regista ammette la vicenda dello stupro

Polanski: "Mi sono dichiarato colpevole, la storia dello stupro è finita"


Polanski: 'Mi sono dichiarato colpevole, la storia dello stupro è finita'
03/10/2017, 11:37

ZURIGO (SVIZZERA) - Un'occasione rarissima per i giornalisti, quella di intervistare Roman Polanski in una conferenza stampa al Festival di Zurigo, dove viene presentato il suo film "Based on a True Story". Occasione dove si sono ripercorsi i problemi legali che Polanski ha avuto. Il regista infatti venne accusato nel 1977 di aver violentato una tredicenne, Samantha Geimer. Polanski all'epoca ammise il rapporto sessuale, ma disse che era stato consensuale e che non sapeva che la ragazza fosse minorenne. Per questo fece 42 giorni di carcere, prima di essere liberato dal giudice a seguito di una perizia che consigliava la sospensione condizionale della pena. A quel punto, poichè il giudice che l'aveva condannato fece ricorso e sembrava evidente che non voleva accedere ai risultati della perizia, Polanski decise di fuggire all'estero. Poi nel 2010 Charlotte Lewis denunciò di essere stata violentata da Polanski nel 1977, e lo stesso ha fatto successivamente una terza donna, Robin M. 

Ma il regista è stato lapidario: "Come sapete, Samantha Geimer ha chiesto per 30 anni che questa storia finisse, ma mi dispiace dire che i giudici che hanno affrontato questo processo negli ultimi quarant'anni fossero corrotti, e l'uno copriva l'altro. Forse ora uno di questi, prima o poi, smetterà di farlo. Per quanto riguarda ciò che ho fatto: la storia è chiusa. Mi sono dichiarato colpevole. Sono finito in prigione. Sono tornato negli Stati Uniti per farmela, la gente questo se lo dimentica, o forse non lo sa nemmeno".

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di Antonio Rispoli
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