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Viene mostrata una mappa molto contestata

Polemiche tra la Polonia e Netflix per un documentario sui campi di concentramento


Polemiche tra la Polonia e Netflix per un documentario sui campi di concentramento
13/11/2019, 10:02

VARSAVIA (POLONIA) - Io sono una persona che ama l'esattezza storica, ma bisogna distinguere l'esattezza storica dalla voglia di creare polemiche inesistenti. Come quella creata dal governo polacco, che ha contestato un recente documentario di Netflix. 

In quel documentario si racconta la storia di John Demjanjuk. L'uomo venne arrestato nel 1988 con l'accusa di essere una delle SS del campo di concentramento di Sobibor, in Ucraina. Condannato in Israele nel 1988, venne scarcerato nel 1993 da una snetenza della Corte Suprema. Riarrestato per ordine della magistratura tedesca, venne condannato in Germania nel 2011 e morì nel 2012, all'età di 91 anni. Demjanjuk ha sempre detto di essere stato prigioniero nei campi di concentramento di Germania e Ucraina. 

Durante il documentario, viene mostrato il posizionamento dei campi di concentramento nazisti su una mappa dove però la cartina è quella odierna. Mentre è noto che la Polonia non esisteva durante la Seconda Guerra Mondiale: invasa dai nazisti il primo settembre 1939, venne divisa in due tra Germania e URSS fino al 1941, quando la Germania iniziò l'invasione uin Russia proprio dalla Polonia. Quindi è ovvio che non c'è alcuna responsabilità del governo polacco, visto che all'epoca nonesisteva un governo polacco. Lo capirebbe anche un bambino. Ma non l'hanno capito i governanti polacchi che, appoggiati dai responsabili del Museo di Auschwitz, hanno chiesto il ritiro o la modifica del documentario, togliendo ogni accenno alla Polonia. Come se l'utente televisivo che lo guarda fosse tenuto a sapere che Auschwitz e Treblinka sono nell'attuale Polonia e Sobibor è nell'attuale Ucraina (mentre all'epoca erano entrambi territori conquistati dalla Germania). 

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di Antonio Rispoli
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