Cultura e tempo libero / Eventi

Commenta Stampa

Anche due detenute tra le modelle del defilé

Pozzuoli, domani nel carcere femminile una sfilata di alta moda


Pozzuoli, domani nel carcere femminile una sfilata di alta moda
16/04/2010, 11:04


POZZUOLI - Moda e galera. Sembrerebbe un binomio impossibile ma non per Gianni Molaro, l’eclettico stilista campano che per la mattina di domani 17 aprile con inizio alle 11.30 ha organizzato un altro evento destinato a destare scalpore. Location d’eccezione del suo nuovo defilé, infatti, sarà per la prima volta nella storia un carcere, per l’esattezza quello di Pozzuoli, in tutta la sua crudità. Le splendide creazioni di alta moda sposa saranno quindi indossate, oltre che da indossatrici professioniste, anche da due giovani detenute selezionate dallo stesso stilista il cui obiettivo dichiarato è dimostare come la moda possa entrare in un carcere “non per essere detenuta ma, al contrario , per essere liberata in tutte le sue forme e creatività”, come lui stesso ha spiegato. Il tutto non a caso Pozzuoli, luogo celebre in Italia e nel mondo non solo per la Solfatara e per le sue bellezze paesaggistiche ed architettoniche ma anche per aver dato i natali all’attrice Sofia Loren, icona della bellezza femminile nel mondo. “Devo ringraziare la dottoressa Angelica Di Giovanni – ha dichiarato Molaro – che in qualità di presidente del Tribunale di sorveglianza di Napoli mi ha incitato ad ideare questo evento. So che non ci sarà il mio pubblico dei miei eventi usuali, ma mi gratifica poter regalare un momento da favola a chi, tutti i giorni ormai non ha che i sogni ad occhi aperti. Ecco perché durante la sfilata non starò dietro le quinte ma scruterò i loro sguardi per riempire il mio cuore, ascolterò i loro commenti per alimentare la mia mente. Per me sarà un giorno speciale, credo e spero anche per loro”. L’idea originale di Molaro, del resto, era quella di far sfilare solo detenute ma la necessità di optare per la taglia 42 lo ha costretto a desistere. Sfileranno quindi gli abiti più belli, più ricamati, più costosi, con le acconciature più stravaganti e trucchi pazzeschi: nulla sarà banale, perché non si tratterà di una location banale, l’imperativo categorico sarà stupire. L’evento avrà luogo inoltre alla presenza delle detenute e della sola stampa che sarà fatta accedere dopo i controlli di rito effettati dalle forze dell’ordine. “Viviamo in un periodo”, conclude Molaro, “in cui l’alta moda italiana ha perso lo scettro e lo ha regalato anzi a Parigi, perché c’è una grossa confusione tra pret a porter ed haute couture: la seconda deve liberare l’anima di uno stilista e regalare emozioni allo spettatore, non sempre deve seguire il mercato . Invece a Roma a differenza della capitale francese si segue troppo il lato commerciale portando sulle passerelle solo monotonia. Per ironia della sorte allora solo in questo carcere, alla fine, sarò finalmente messo in condizione di liberare la mia fantasia”.

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©