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Alla Federico II, premio voluto dalle associazioni antimafie

Premiati i giornalisti in prima linea contro la camorra

Credibili più che credenti,da Morrione a Siani si ai media

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Premiati i giornalisti in prima linea contro la camorra
29/06/2011, 17:06

NAPOLI - “Alla fine della nostra vita non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma se siamo stati credibili”, questa frase pronunciata dal giornalista Roberto Morrione, Direttore di Rai News 24, scomparso lo scorso maggio è la sintesi della regola principale che deve seguire ogni giornalista, ogni cronista impegnato quotidianamente nell’ informare la gente comune. A mettere in evidenza la loro professionalità, o meglio a premiare il loro impegno è stata la seconda edizione del premio “Giornalisti contro la camorra” tenutasi presso l’ Aula Pessina della sede centrale dell’ Università Federico Secondo. Il pensiero di tutti i presenti: premiati, personalità e addetti ai lavorii è ricordo di Giancarlo Siani, audace cronista (precario) del Mattino ucciso dalla camorra 26 anni fa per le sue troppo scomode inchieste. Raccontare in maniera fedele gli eventi senza avere timori, esponendosi in prima persona, e solo per rendere un servizio impagabile alla società; questi sono i “Giornalisti Onesti” i “Giornalisti dalla schiena dritta”, come li definisce il Sindaco de Magistris intervenuto alla premiazione; che evidenzia come giovani cronisti spesso precari, sottopagati o non pagati affatto, vanno avanti facendo emergere la verità anche se messi sotto pressione da intimidazioni, questo è il vero cronista. La manifestazione organizzata dall’associazione “Modavi”, in collaborazione con “Libera”, “Fondazione Polis” l’ Ordine dei Giornalisti della Campania, ha visto premiati16 giornalisti appartenenti all’ informazione video e alla carta stampata. Questi i premiati: Massimo Ravel TGR Campania, Rossana Russo canale 9, Livio Varriale Julie Italia, Saverio Russo Telecapri, Francesca Scognamiglio Napoli Tv, Dario Del Porto La Repubblica, Leandro Del Gaudio Il Mattino, Fabio Postiglione Il Roma, Fabiola Conson Televomero, Matilde Andolfo Tele Luna, Vincenzo Lamberti Metrpolis, Nello Mazzone Napoli Canale 21, Rosario Naddeo Tele A, Vincenzo Perna Canale 8, Angelo Pompameo Italiamia e Pierpaolo Petino Videocomunicazioni. La premiazione ha avuto un singolare svolgimento, infatti a consegnare i riconoscimenti ai giornalisti sono stati i parenti delle vittime della camorra: premiazione che è avvenuta al termine di un dibattito sul tema “ I mass media come fondamentale strumento di lotta alla criminalità organizzata”, che ha visto tra i relatori il Sindaco de Magistrs, il Vice Presidente della Provincia Gennaro Ferrara, il Prefetto di Napoli Alessandro De Martino che nel suo intervento si è compiaciuto della presenza di tutte le componenti atte alla lotta alla criminalità, ed ha poi dichiarato:” Grazie ai giornalisti e a quanti fanno informazione e corrono rischi personali per divulgare notizie”, informare sulla camorra è la metodica più immediata per mettere a nudo le debolezze di queste organizzazioni criminose, e poi conclude:” Questi sono i giornalisti che tengono alto il nome della categoria. Inoltre hanno relazionato, Ottavio Lucarelli presidente dell’ Ordine dei Giornalisti della Campania,che insieme alle associazioni “Modavi” rappresentata dal Presidente Alessandro Sansoni, “Libera” nella persona di Geppino Fiorenza e Enrico Tedesco segretario generale della Fondazione “Polis”, sono stati i promotori e organizzatori del premio. Anche il Questore di Napoli Luigi Merolla ed il Sostituto Procuratore della DDA di Napoli Guseppe Lucantonio sono stati ospiti del convegno. Ma più di tutto a tenere alta l’ attenzione del dibattito è stata l’importanza dell’ informazione come deterrente alla camorra, questo male così tremendo ma allo stesso tempo inerme alle sue debolezze; qui entra in gioco l’ informazione e i suoi cronisti che con il loro operato rendono pubblico tutto ciò. L’ informazione si sa ha un grande potere, quello di apportare conoscenza, e quando c’è conoscenza le mafie vengono colpite nel cuore. Per questo non bisogna vanificare il lavoro e il sacrificio di cronisti come Giancarlo Siani che ha tributato con la propria vita il divulgare le verità scaturite dalle sue inchieste.

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di Antonio Sarracino
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