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Viva memoria civile dell' esemplare servitore dello Stato

Premio Ammaturo, si celebra il ricordo del “Poliziotto di ferro”

Sedici agenti premiati, distintisi nel loro operato

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Premio Ammaturo, si celebra il ricordo del “Poliziotto di ferro”
16/07/2011, 12:07

NAPOLI – Non sono mancate le parole di elogio per il Primo Dirigente della Polizia di Stato Dr Antonio Ammaturo, uomo sensibile ma spietato professionista contro la criminalità organizzata, dalla camorra alle brigate rosse che barbaramente ma soprattutto, vigliaccamente scrissero la parola fine alla vita del “Poliziotto di ferro”, come egli era affettuosamente soprannominato dai colleghi di lavoro, oggi medaglia d’ oro al valore civile, trucidato il 15 luglio di ventinove anni fa, in Piazza Nicola Amore insieme all’ agente Pasquale Paola. A fare si che uomini del genere non venissero dimenticati da chi crede nella giustizia e vive la legalità ci pensa la seconda edizione del “Premio Ammaturo Legalità città di Napoli”, a fare da cornice all’ evento il Teatrino di Corte del Palazzo Reale di Napoli; dove alla presenza delle più alte Cariche Istituzionali cittadine: il Questore Luigi Merolla, il Prefetto Andrea De Martino, il Sindaco de Magistris, l’ Arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe, Giandomenico Lepore Procuratore della Repubblica di Napoli e il Governatore Caldoro, si è svolta la premiazione. Anche il capo della polizia ha fatto pervenire, attraverso il suo vice, il Dr Francesco Cirillo, i suoi saluti e la vicinanza alla squadra mobile partenopea, sulla quale non si sono diradate le nubi calate nei giorni scorsi . Sedici sono gli agenti premiati per essersi distinti con il loro operato nella lotta alla criminalità, ai quali sempre resterà negli animi la figura di questo esemplare servitore dello stato che ha pagato con la vita la sua scomoda e pungente attività investigativa. Ancora oggi aleggiano misteri sulla sua morte, misteri che parlano di strane liberazioni di politici, prigionieri delle brigate rosse, grazie all’ interessamento di alcuni camorristi in auge a quei tempi.

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di Antonio Sarracino
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