Cultura e tempo libero / Letteratura

Commenta Stampa

Premio Letterario Nazionale Albori -Costa d'Amalfi, ecco l'VIII Edizione


Premio Letterario Nazionale Albori -Costa d'Amalfi, ecco l'VIII Edizione
05/09/2012, 12:35

Al via la VIII edizione del “Premio Letterario Nazionale Albori ­-Costa d’Amalfi”. Giovedì 6 settembre 2012, alle ore 20,30, uno dei borghi più belli ed antichi d’Italia, Albori, ospiterà la premiazione di illustri personaggi del mondo della letteratura, dell’arte e dello spettacolo, che hanno contribuito a testimoniare e diffondere  il valore del patrimonio culturale italiano nel mondo.

 

Una grand soirèe organizzata dall’Associazione Borgo d’Albori Costa D’Amalfi, con il patrocinio del Comune di Vietri Sul Mare, della Camera di Commercio di Salerno e dell’Ente Provinciale per il Turismo di Salerno, che avrà luogo presso il sagrato della Chiesa di S. Margherita di Antiochia di Albori. La Giuria ha esaminato le opere considerate meritevoli e, all’unanimità, ha individuato gli artisti ai quali sarà consegnato il premio.

 

Al giornalista, scrittore e poeta Sergio Zavoli, autore de “La parte in ombra” (Mondadori), il premio della sezione PoesiaCi sono molti modi per ricomporre la propria biografia personale e civile: uno degli strumenti privilegiati resta la poesia per chi, come Sergio Zavoli, la possiede e la pratica con fedele intimità e intensità. È, infatti, la poesia che permette di portare alla luce «la parte in ombra» dell’esistenza propria e degli altri, attraverso il ricordo fertile, il sogno fervido. Zavoli è riuscito così a disegnare un diario poetico, fitto di fatti e di personaggi, alcuni molto noti, come Eugenio Montale, Federico Fellini, Mario Luzi; altri meno noti, ma altrettanto fondamentali per la sua formazione e la sua vita. Ne risulta un affresco del nostro Novecento, vivido e lucente, capace di sublimare ogni ombra e di trasformarla in immagine splendente”.

 

Al romanziere, saggista, editorialista e professore di Estetica presso l’Università degli Studi di Milano Stefano Zecchi, autore de “Dopo l’infinito cosa c’è, papà? (Mondadori), il premio della sezione NarrativaStefano Zecchi si definisce: «giovane padre che ha un po’ di anni in più della media dei padri giovani» e, partendo dalla propria condizione personale, riflette sul ruolo della figura paterna, in stretto rapporto con quella materna, nella formazione di un figlio. I figli risultano fortemente condizionati dalla figura materna, che spesso li spinge a rifugiarsi in una dimensione interiorizzata del vivere. È compito del padre ristabilire un più giusto equilibrio, consegnando ai figli esperienza e sicurezza. Solo così la famiglia può riconquistare le proprie radici e ricomporre la fondamentale alleanza tra madre, madre e figlio”.

 

All’attrice e scrittrice Antonella Ferrari, autrice di “Più forte del destino” (Mondadori), il premio della sezione TeatroAntonella Ferrari affronta il problema della disabilità femminile, legata alla sclerosi multipla, con coraggio e determinazione, dimostrando che, sono sue parole, «convivere dignitosamente con la malattia è possibile», senza dover rinunciare a desideri e sogni, che restano la sostanza più profonda e vera della nostra esistenza. Antonella, per la prima volta, racconta la sua storia, che, come recita il titolo del suo libro, rappresenta una sfida al destino, ma anche a un mondo, che rischia sempre più di sottoporre la figura femminile a un degrado multimediale senza senso. Questo libro costituisce un valido farmaco per fronteggiarlo e guarirlo!”.

 

Al capitano di lungo corso, viaggiatore e scrittore Vittorio Russo, autore de “L’India nel cuore” (Baldini Castoldi Dalai editore), il premio della sezione Saggistica, L’India è un continente di un miliardo e trecento milioni di abitanti, un concentrato di contraddizioni, ma anche di bellezze, che toccano profondamente il cuore e la mente. Questo libro è il diario di un viaggio in una miseria millenaria, ma anche in una ricchezza interiore, che tuona come monito a un Occidente secolarizzato e pronto a cogliere solo gli aspetti più effimeri ed episodici di un progresso spesso solo esteriore. Chi, come l’autore, ha conosciuto l’India, non può non esserne stato ipnotizzato oltre lo spazio e il tempo, nella dimensione più giusta, la quale non può che essere quella interiore.”.

 

All’attrice e opinionista Alba Parietti, autrice di “Da qui non se ne va nessuno” (Mondadori) il premio speciale. C’è un momento nella vita -lo ricordava Marcel Proust -in cui si avverte impellente il bisogno di ricomporla, di ricostruirla, sotto la spinta di una occasione. È quanto è accaduto ad Alba Parietti, che con la morte della madre e il casuale ritrovamento dei diari suoi e di suo fratello Aldo, rinchiuso per una vita intera nel manicomio di Collegno, ha riscritto la storia della sua famiglia: da parte materna, colta e legata alla nobiltà; da quella paterna, contadina, comunista, ferma oppositrice del regime fascista. Personaggi eccentrici ed estremi animano questo affresco familiare: dallo zio Angelo, amante dei travestimenti, per questo soprannominato “Marchese Faraone”, al padre stesso dell’autrice, ardente antifascista e coraggioso partigiano”.

 

Le premiazioni saranno intervallate dagli interventi musicali a cura del Coro Daltrocanto diretto dal Maestro Patrizia Bruno.

 

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©

Correlati